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Milano e Napoli … solita musica

Come credo tutti, chi più chi meno, anche io in questa fase iniziale sto osservando con curiosità quanto avviene a Milano e a Napoli e, come si stanno muovendo i neoeletti sindaci. Purtroppo, l’esordio non mi sembra dei migliori in entrambe le città.

A Milano, stando anche a quanto scritto recentemente da Fabrizio Allegro sul suo osservatorio al PGT (qui) un’imminente delibera (di consiglio comunale) si appresterebbe ad annullare l’ultima parte del lungo iter con cui l’aula di Palazzo Marino aveva licenziato il Pgt il 4 febbraio.

Quindi lo spartito milanese della nuova giunta sembrerebbe non essere mutato di una sola nota. In definitiva chi sale sul cadreghino perde buona parte del periodo iniziale del mandato a disfare quanto fatto dai predecessori per poi rifarlo 🙁 Insomma, la solita politica del gambero e poi, ci si lamenta che l’Italia resta al palo.

Con una simile premessa non mi stupisco dei timori di Berlusconi quando afferma che un cambio di guida del paese in questo momento sarebbe deleterio. Come minimo, ancora in piena crisi ci manca solo che gli eventuali nuovi arrivati perdano mesi per disfare quanto fatto dai predecessori per poi rifarlo (almeno si auspica questo) in modo differente (non per forza migliore).

Invece di smontare, partire da quello che c’è e aggiustarlo eventualmente accettando eventuali compromessi sarebbe troppo difficile? Meglio buttare il bambino con l’acqua sporca? Ovviamente, come sottilmente fa notare Allegro, si apre anche il discorso del cambio di squadra per quanto riguarda consulenti e dirigenti. Tutto da rifare quindi, con perdita di conoscenze, posti di lavoro, e così via? Speriamo di no. Al momento se confermata la mossa, tutta quest’aria nuova stento a sentirla.

Passiamo al sud, dove il neosindaco di Napoli si accorge improvvisamente che si fa in fretta a parlare e pontificare ma poi si devono fare i conti con la realtà e la burocrazia italiana e corre da papà Napolitano per sgridare i ‘cattivi’. Chissà perchè così di primo acchito anche qui mi sembra la solita solfa dello scaricabarile. Quelli che c’erano prima non sono stati capaci, fate fare a noi, in un battibaleno faremo, però se non ci riusciamo è comunque colpa degli altri.

Bah. Anche qui tutta quest’aria nuova fatico a sentirla. Sento invece sempre più la mancanza di una vera alternativa magari di centro e con una buona componente ambientalista. Inoltre, al momento e confidando in una sonora smentita, dalle prime mosse di Milano e Napoli mi sembra confermata l’ipotesi che la sinistra a parte l’avversione a Berlusconi & C, alla critica ad oltranza e ai generici luoghi comuni, un programma alternativo tanto chiaro non l’abbia.

La solita solfa del: intanto conquistiamo le posizioni, smontiamo quello che c’era e prendiamo tempo per capire come muoverci. Comunque siamo solo all’inizio e tanto da Napoli quanto da Milano attendo fiducioso qualche smentita e la tanto sperata ventata di aria nuova e cambiamento epocale.

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