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Lo sciopero bavaglio contro la legge bavaglio?

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Ovviamente e si è già notato, per diversi motivi ho deciso di non aderire alla protesta indetta dalla Federazione della Stampa contro il disegno di legge sulle intercettazioni e quindi, le pubblicazioni su questo blog, come del resto si è già potuto notare, non si interromperanno.

Come dicevo i motivi per cui ho deciso di non aderire allo sciopero sono diversi, primo fra tutti il fatto che questo Blog non rappresenta una testata giornalistica e che il sottoscritto, pur se giornalista non condivide i motivi della protesta.

Da chi ha deciso di promuovere la protesta il DDL in discussione è stato definito ‘Legge Bavaglio’ contro la libertà di stampa. Personalmente interpreto il DDL come ‘Legge anti linciaggio’, contro l’utilizzo scorretto di informazioni riservate a fini politici.

Forse i molti si sono scordati quante persone poi dichiarate innocenti sono state rovinate da un’anticipazione scellerata di testi integrali delle intercettazioni nelle quali comparivano. Quante sono state le persone che si sono tolte la vita innocenti perchè non hanno retto alla pressione di essere state sbattute in prima pagina? Dopo aver ‘sbattuto il mostro in prima pagina’ è difficile farlo dimenticare se dimostrato innocente e un semplice ‘scusi ci siamo sbagliati’ non basta. E’ giusto quindi che rischiando di pagare pesantemente certe leggerezze, il giornalista o l’editore di turno ci pensino un ragionevole numero di volte prima di correre il rischio.

Poi finiamola una buona volta  —>>>

—>>> di gridare ogni volta all’attentato. Non giriamoci intorno. Quante volte ancora è necessaria la riprova che parte della magistratura è politicizzata e che, i testi delle intercettazioni sono stati spesso anticipati ad hoc ai giornalisti e ai media più strategici??? Quante volte nel nostro paese intere indagini hanno rischiato di venir sputtanate dopo anni di indagini per il cosidetto diritto di cronaca??? Giusto perchè il giornale deve vendere qualche copia in più? Certo che in Italia, pur di non parlare di cose serie siamo diventati esperti in questioni di lana caprina. Ma comunque, quali sono i punti tanto contestati del disegno di legge?

Censura ai giornalisti – Non possono più pubblicare impunemente intercettazioni su cui pende il segreto istruttorio o che riguardano soggetti non ancora processati. In poche parole non possono più utilizzare informazioni che dovrebbero essere segrete per fini politici o per sputtanare volontariamente o meno soggetti che alla fine possono anche dimostrarsi innocenti.

Stangata sugli editori – Non possono più far finta di nientePunite le talpe – Guarda che strano, non è più possibile passare alla stampa intercettazioni o atti coperti dal segreto istruttorio

La norma D’Addadrio – La registrazione di nascosto di intercettazioni è lasciata ai professionisti e non più alle escort di turno. Insomma, all’improvviso non è più possibile far filtrare in modo ‘pilotato’ atti segreti indispensabili ad indagini in corso e i giornalisti, senza comunque competenza in materia (altrimenti sarebbero dei magistrati o degli inquirenti) non possono più ricamare storie ad hoc o effettuare voli opindarici su soggetti che poi alla fine come già accaduto alla fine si dimostrano innocenti.

Sono piuttosto convinto che l’Associazione dei Giornalisti e quella della Stampa, invece di promuovere un giorno di ‘bavaglio’ ai suoi iscritti, abbia ben più gravi problemi da risolvere, come ad asempio la situazione parossistica che è venuta a generare decretando l’esistenza di giornalisti di serie A e ‘schiavi della penna’ di serie B.

Alla luce di qunto appena condiderato io dovrei protestare e scioperare contro i motivi appena elencati? Mah, per ribadire quanto poco sia effettivamente condivisa e sentita questa protesta, preferisco riportare lo stralcio di un articolo a firma Daniele Germani che ho trovato prticolarmente ispirato:

“Quindi se uno sciopero non fa rumore, è uno sciopero inutile. E di rumore, questo sciopero, ne fa davvero poco, essendo gradito, anzi, falsamente contrastato da chi ha voluto tutto questo. Ma l’italiano medio certe cose, ormai è acclarato, non le capisce, e se le capisce, non è d’accordo, e se è d’accordo, fa caldo o fa troppo freddo, o gioca la Nazionale, o Per Necessità Familiari, come ai bei tempi dove Lui pensava per tutti. “

“…non mi sento legato a nessuna promessa di unione corporativa e medievalesca, e oggi per quello che i miei mezzi e quelli che questo quotidiano digitale possono, decido di informare la gente e dire no a questo imbavagliante sciopero contro il bavaglio. Io, da semplice operatore dell’informazione, farò quello che posso: il bavaglio me lo toglierò sempre e comunque, da qualunque parte esso mi venga “imposto”.”

Qui il testo completo

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