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L’Italia agli Italiani?

Forse non tutti sanno che oltre al recente cambio di proprietà dei centri Castorama in Leroy Merlin e alla sempre più pressante presenza del vicino Carrefour, la strisciante e straniera conquista economica del nostro territorio, si sta  sviluppando anche in altri settori magari meno appariscenti.

La stragrande maggiornaza dei centri prelievi per le analisi diagnostiche del nostro territorio per esempio,  nel corso degli ultimi due anni è diventata terreno di conquista prima da parte di un’azienda francese e ora, da parte di una società tedesca.

La domanda che sorge spontanea davanti a questo fenomeno riguarda il motivo per cui società straniere (ma comunque appartenenti all’Eurozona), riescono a intervenire massicciamente con l’acquisto di importanti realtà economiche, che poi riescono a gestire efficientemente e con profitto, laddove imprenditori italiani hanno fallito miseramente.

Lasciamo perdere la presenza sempre più massiccia anche di esercizi commerciali stranieri che operando a prezzi pesantemente ribassati mettono comunque in difficoltà le realtà commerciali già esistenti. In questo caso infatti le leggi, comprese quelle di mercato sono uguali per tutti e quindi si entra in un discorso di normale concorrenza. Il fenomeno della grande distribuzione o delle grandi organizzazioni è invece differente e mette in evidenza forse, la mancanza di una capacità dirigenziale di fondo tutta italiana.

Realtà come quella dei centri prelievi che precedentemente ‘vivacchiavano’ una volta acquisiti da società straniere hanno dimostrato di poter funzionare molto meglio di quanto facessero prima e di produrre molto di più. A cambiare è stata solo l’impostazione, l’organizzazione e la testa pensante dell’intera struttura.
Sul nostro territorio lungimiranti imprenditori nostrani hanno invece prodotto disastri come Lares, Metalli Preziosi, Katia Arredamenti, Aiazzone & C.

Fortunatamente alcune interessanti realtà come per esempio Framesi resistono strenuamente addirittura all’assalto di grandi multinazionali, crescendo e guadagnando, ma per quanto ancora? Ma soprattutto cosa non sta funzionando ormai da tempo nella classe dirigenziale italiana?

 

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