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Lettera aperta al sindaco e al comandante di Polizia Locale

Nei giorni scorsi era stata la mamma Stefania Persona a scrivere agli uffici comunali per segnalare alcuni Problemi Urbanistici fuori dalla Scuola media Gramsci-Paderno Dugnano. Più volte è stato sollevato il problema degli autoveicoli fermi al passaggio a livello di via Roma con i motori accesi (d’estate per mantenere in funzione l’aria condizionata e d’inverno il riscaldamento). Oggi è la volta di Anna Varisco che scrive la lettera aperta di seguito riportata e indirizzata al Sindaco e al comandante della Polizia Locale. Insomma, forse c’è qualcosa a livello di rispetto delle leggi che a Paderno Dugnano non sta funzionando proprio come dovrebbe. A quando convinti interventi risolutivi??? 

Gentili,

vi scrivo per sapere la vostra opinione su quanto accade normalmente all’entrata e uscita dalla scuola Primaria di Cassina Amata ed esprimere la mia opinione sul perché su una simile situazione è necessario intervenire.

É da tempo noto il problema della Via Cadore. Le persone che si recano in macchina a ritirare i bambini, parcheggiano su entrambi i lati della strada.

Quando ciò accade, il transito di due auto è impossibile e assistiamo a retromarce, manovre e situazioni in alcuni casi davvero pericolose per i pedoni, in particolare per quelli di bassa statura, i bambini, meno visibili degli adulti. Tempo fa fu collocato su uno dei due lati il divieto di sosta, puntualmente disatteso.

Cosa è accaduto oggi. Tornando dal lavoro e recandomi a ritirare mio figlio (ero anch’io in macchina) percorrendo Via Cadore ho notato l’automobile della Polizia Municipale,  parcheggiata sul lato corretto, e la solita lunga fila, all’opposto, in divieto di sosta. Quasi all’incrocio con la Via Corridori, per poco un auto, proveniente dal lato opposto, non andava a sbattere in frontale contro la mia. Abbiamo dovuto fare le consuete manovre per passare …e via!

Svoltato l’angolo, avevo davanti un SUV bianco che all’altezza del cancello d’ingresso si è fermato, proprio a fianco all’agente di Polizia Locale che stava chiacchierando con una signora, ha fatto scendere una persona e poi ha accostato, mettendo le quattro frecce, a cavallo del cordolo che divide la strada dalla pista ciclo pedonale, parzialmente occupandola. Visto che l’Agente non aveva notato la situazione, mi sono permessa di abbassare il finestrino e di chiedere come mai non dicesse niente.

L’agente ha allora interrotto il colloquio che stava conducendo e si è recato a dire qualcosa all’autista del SUV. Io ho proseguito.

La situazione attorno alla scuola è sempre molto congestionata, così sono andata a parcheggiare dove di spazio ce n’è molto e dove è possibile per i bambini raggiungere il veicolo in sicurezza, ovvero in via Costa, in prossimità dell’altra entrata del parco Spinelli. Ho attraversato il parco a piedi e quando sono giunta al cancello d’ingresso, il SUV era ancora lì. Ho chiesto allora all’agente, che nel frattempo aveva ripreso la sua conversazione con la signora, come mai. Lui mi ha risposto “Sta andando via”. E infatti la campanella era suonata e la signora, che prima era scesa dall’auto, stava arrivando col suo bambino. “Ha visto?” Mi ha detto l’agente.

Ho allora chiesto se fosse  normale un tale comportamento, “e se tutti facessimo così”? Ho fatto allora anche presente della situazione di Via Cadore, chiedendo come mai non fosse lì a far rispettare il divieto di sosta.

L’agente mi ha detto allora che per segnalazioni o rimostranze avrei dovuto rivolgermi al Comune e di dire pure che ci vogliono due agenti e che lui era lì per la sicurezza dei bambini.

Ho chiesto allora se non ritenesse suo dovere far rispettare i divieti per garantire la mobilità dei bambini in sicurezza e impedire ad autoveicoli di sostare con le quattro frecce a cavallo del passaggio ciclo pedonale, proprio al cancello d’uscita dei bambini.

Lui ha ribadito di essere lì per la sicurezza dei bambini e mentre me ne andavo, a questo punto davvero sbalordita e arrabbiata, mi ha detto pure la prossima volta di non andare da lui a dire queste cose, mentre io gli dicevo che lui doveva fare solo il suo dovere.

Ho ritirato mio figlio e i suoi due amici e, quando sono uscita dal cancello della scuola, ho trovato il nonno vigile che si dava un gran da fare per far attraversare i bambini mentre l’agente chiacchierava di nuovo amabilmente non più con la bionda signora, ma con un signore oltre la cinquantina.

Tornando a casa ho pensato di scrivervi.

Non tanto per l’agente che, se si è permesso di tenere un tale comportamento è forse perché da qualche parte è legittimato a farlo – quanto per il fatto che mi sono domandata dove sta la legalità.

Come facciamo ad insegnare ai bambini e agli adulti dove è il limite, se c’è una persona in divisa che dovrebbe far rispettare le regole e non lo fa?

Cosa significa sicurezza per voi? Essere di servizio fuori dalle scuole per la sicurezza dei bambini, cosa vuol dire? Non si è autorizzati a sanzionare i veicoli che mettono in pericolo l’incolumità dei bambini? Che esempio diamo alle future generazioni? Di che legalità stiamo parlando?

Nel nostro Paese le persone sono sempre più certe che alle regole si può trasgredire, perché le regole non contano. Sarebbe più onesto togliere il divieto di sosta e fare della Via Cadore un senso unico, come già chiesto da più parti da tempo.

Sarebbe ancor più intelligente chiudere l’entrata alla scuola da Via Corridori e aprire, magari allargandola, l’entrata dal parco Spinelli, incentivando di più l’uso della bicicletta e delle gambe, o magari l’uso delle aree sosta di Via Costa e zone limitrofe.

Mi farebbe molto piacere sapere cosa pensate di quello che vi ho raccontato e vorrei avere la vostra opinione anche sulla questione legalità e viabilità nella zona. Grazie

Paderno Dugnano, lì 15 ottobre 2013

Cordialmente

Anna Varisco

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