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Leganti Naturali: facciamo il punto

Il Punto

Dopo il consueto tsunami di notizie più o meno precise che normalmente si genera al profilarsi di situazioni eclatanti sul nostro territorio e al quale bene o male ci si è ormai abituati (personalmente poco), la situazione inizia a delinearsi con contorni precisi.

A dare una sintesi precisa e ben definita della situazione ha contribuito l’articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera a firma Paola D’Amico e Ferdinando Baron. Integrando le notizie fornite dall’articolo con frammenti d’informazione raccolti tra altri media si potrebbe tentare di riassumere la situazione.

1. Senza scendere in complicati tecnicismi o ipotizzare la presenza di chissà quali sostanze ottimisticamente si può mantenere valida l’ipotesi più semplice che, le ceneri stoccate nello stabilimento sperimentale della Leganti Naturali non sono di buona qualità, altrimenti non avrebbero reagito sprigionando sostanze inquinanti. Per non essere di buona qualità, vuole dire che sono state prodotte all’origine in modo errato, probabilmente con temperature inferiori a quelle previste. Se vero questo comporterebbe presenza di diossine e microinquinanti clorurati. Da qui tutte le ipotesi sono possibili tra le quali il fatto che l’inceneritore di Brescia ha tirato un pacco alla Leganti Naturali o che quest’ultima ha preferito approfittare dei saldi.

2. Sembra che finalmente la Leganti Naturali abbia presentato al l’Amministrazione Comunale il piano richiesto dal sindaco. Soluzione proposta trattare in loco con la supervisione di Arpa e Asl le ceneri presenti . Successivamente l’impianto si fermerebbe in attesa dell’arrivo degli impianti di filtraggio previsto per il prossimo 8 febbraio.

3. Sembra che l’ipotesi caldeggiata dai cittadini e dall’opposizione di centro sinistra di rimuovere le ceneri e rispedirle al mittente sia stata sconsigliata dai tecnici ASL in quanto troppo rischiosa e costosa (??? Sembra di sentire quelli di Serravalle). Non dovrebbe invece rappresentare un eventuale problema l’andirivieni di camion in quanto (guarda caso), l’impianto è a ridosso di una delle entrate alla Rho-Monza e quindi strada in città ne farebbero poca.

4. Arpa e Asl hanno quindi dato un ‘ulteriore ultimatum’ (contraddizione in termini) di 48 ore alla Leganti Naturali per perfezionare il piano.

5. Venerdì sarà quindi la Regione a dire l’ultima parola, accettando il piano proposto di cui al punto precedente oppure rifiutandolo (qui confidiamo che i nostri referenti tra politici tra i quali la concittadina Silvana Carcano del M5S abbiano affilato le armi) e obbligando il progetto allora proposto dalla Leganti Naturali a sottoporsi finalmente alla Valutazione di Impatto Ambientale. In questo secondo caso, come ci ha insegnato la vicenda dell’inceneritore che vogliono costruire nell’area ex Tonolli, la cosa andrà per le lunghe ma almeno, l’impianto resterà fermo e vuoto. A differenza dell’Inceneritore è da considerare che l’impianto della Leganti Naturali è già stato terminato e pronto (con i dovuti accorgimenti) ad entrare in produzione e potrebbe essere più agevole adottare tutti gli accorgimenti necessari ad ottenere un parere favorevole alla procedura di VIA.

6. Nel frattempo la Provincia ha diffidato la Leganti Naturali imponendole di implementare i non meglio precisati “presidi di abbattimento già installati”.

Insomma, l’assedio alla Leganti Naturali si sta facendo sempre più pressante e il polverone mediatico sollevato dalla tenacia dei cittadini sta toccando nervi scoperti e mettendo in difficoltà parecchi ‘pezzi grossi’, costringendoli a mettersi finalmente in movimento.
Particolarmente importante quindi l’appuntamento di Venerdì in Regione, dal quale potranno emergere importanti informazioni per l’incontro promosso dai cittadini per il prossimo 16 Gennaio al Villaggio Ambrosiano, che presumibilmente vedrà la nascita di un nuovo Comitato.

A questo punto, indipendentemente da come andranno le cose Venerdì è quanto mai necessaria la costituzione di un comitato che nel caso peggiore proceda con le necessarie opposizioni o, nel caso in cui il progetto venga sottoposto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale organizzi, coordini e raccolga tutti i dati, i documenti e le informazioni e le osservazioni necessarie a integrare la procedura a favore della città (e perché no, arrivare alla bocciatura del progetto).

Il neocomitato dovrebbe comunque prefiggersi orizzonti più ampi oltre alla contingenza costituita dal caso della Leganti Naturali e, rimanendo in tema, dovrebbe ereditare sia il monitoraggio della questione ancora in sospeso dell’Inceneritore area ex. Tonolli, sia attivare una crescente pressione volta a determinare la dismissione dell’inceneritore esistente a Incirano.

Iniziamo a invertire la tendenza e prevenire piuttosto che curare. Non limitiamoci all’oggi, per una volta guardiamo anche al domani.

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