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Leganti Naturali a Paderno Dugnano, legittime considerazioni

La protesta cittadina contro l’ammorbamento atmosferico da parte dell’impianto della Leganti Naturali sta montando esponenzialmente. Sono molti i giovani coinvolti, forse perché gli elementi più attivi e propositivi al momento appartengono a questa fascia di età. Sono molti e nuovi anche i nomi che attualmente popolano con segnalazioni e commenti i gruppi facebook e twitter creati ad hoc per l’argomento. Giusto, giustissimo e sacrosanto, l’aria è di tutti e un’industria qualsiasi non ha assolutamente alcun diritto di appropriarsene imponendone aroma e sostanze più o meno inquinanti e tossiche a proprio piacimento.

Non so se sbaglio ma così come prima impressione mi sembra comunque di aver notato per la prima volta numerosi volti/nomi nuovi rispetto a quanto fino ad ora vissuto durante le varie lotte contro la Rho-Monza e il possibile inceneritore. Nuove non mi sembrano invece le considerazioni espresse nelle varie discussioni, concetti e domande che i cittadini impegnati da anni nella lotta contro la Rho-Monza stanno urlando a una città in parte assopita e in parte disinteressata. Scrive ad esempio una delle cittadine più attive sul gruppo facebook  Leganti Naturali … No Grazie:

  • DOBBIAMO SVEGLIARCI!!!!!!!!!! TUTTI!!!! E’ IMPENSABILE che 50 persone collaborino mentre le altre si siedano a vedere quello che accade… dobbiamo darci tutti una mano e scendere in campo, far vedere che siamo in tanti e siamo incazzati… bisogna tirare dentro anche Paderno centro che, non si sa per quale motivo, dice che non gli interessa perché non sente la puzza, bisogna firmare la petizione e bisogna partecipare ai momenti di incontro …questi ci rovinano…serate come ieri ad agosto sono impensabili…ragazzi diamoci una mano!!!!

 Assolutamente ineccepibile.  L’olezzo e le eventuali sostanze inquinanti hanno finalmente e concretamente mostrato di essere assolutamente democratiche e non fanno distinzione di età, stato sociale, appartenenza politica o credo religioso, colpiscono chiunque. Eppure, l’impianto della Leganti Naturali non è stato posizionato all’improvviso sul sito che occupa nottetempo da un’astronave. E’ una storia che prende avvio dal lontano Luglio 2010 ma fino a quel momento era un’entità astratta, un progetto sulla carta che forse, poteva essere contrastato e stroncato sul nascere. Solo ora, perché diventato evidente con puzzi  insostenibili e possibile minaccia per la salute, viene altrettanto concretamente combattuto e avversato. Ora però è molto più complicato smontare qualcosa che c’è piuttosto che impedire ‘che fosse’.

Ora la Rho-Monza non è ancora così fisicamente evidente come l’impianto della Leganti Naturali, è un progetto sulla carta ma è più facile che un’intera città, indistintamente dal quartiere, dalla, zona e dall’impatto più o meno significativo da parte del ‘Mostro’ possa unirsi per impedirne la realizzazione, piuttosto che aspettare di sentirne fisicamente le ripercussioni sulla propria salute e qualità di vita per scendere in piazza a combatterla. Una città unita può farcela. Impedire che lo scempio venga realizzato è più facile che chiedere poi venga smontato.

Viene bene a questo punto ribadire l’esortazione: DOBBIAMO SVEGLIARCI!!!!!!!!!! TUTTI!!!! aggiungendo magari …‘meglio tardi che mai’.

Al di là di tutto, la situazione della Leganti Naturali, apre anche una serie di considerazioni che, a seconda delle risposte dovrebbero far meditare tanto le istituzioni attuali quanto quelle future.

1 – Proprio perché l’impianto della Leganti Naturali ha preso avvio dal lontano 2010 e difficilmente le attività produttive sono partite da solo un mese, cosa è accaduto di nuovo nelle fasi di processo che può aver scatenato l’evento inquinante?

2 – L’impianto in questione in quanto SPERIMENTALE, è obbligato a tenere traccia delle attività, delle fasi di produzione e delle eventuali variazioni nel processo produttivo? (In tal caso sarebbe facile riportare la situazione alla precedente fase non inquinante in attesa di apportare le indispensabili correzioni).

3 – Considerato il fatto che all’ingresso dell’impianto era prevista l’installazione per rilevare e bloccare eventuali carichi radioattivi, è stato predisposto un registro apposito nel quale annotare i carichi eventualmente respinti fino ad ora per esito positivo alle radioemissioni? Qualcuno in rappresentanza delle istituzioni presenti sul territorio (Amministrazione Comunale, Arpa, ASL) effettuava in tal senso verifiche programmate?

4Gli eventuali carichi radioattivi hanno seguito sempre lo stesso percorso?

5Come mai una società di Lecco costruisce un impianto di trattamento a Paderno Dugnano per gestire scorie provenienti da Brescia? Logisticamente appare quanto meno scomodo, considerate le dimensioni dell’impianto di Incenerimento presente a Paderno Dugnano. Non era più vantaggioso insediarsi a Sesto? Pero? Brescia?

6 – Dal punto precedente, quanto può aver influito l’ipotesi di realizzare un inceneritore sull’area dell’ex Tonolli? Ci sono collegamenti (anche indiretti) tra la Leganti Naturali e la Paderno Energie che vorrebbe con pervicacia realizzare un nuovo inceneritore a Paderno Dugnano?

7 – Perché da tempo ormai Paderno Dugnano risulta sospettosamente appetibile per la realizzazione delle peggior porcherie?????

In conclusione al momento, ritengo particolarmente importanti le risposte ai precedenti punti 2 e 3. Particolarmente gravi, pericolose e incoscienti eventuali risposte negative. Vorrebbe dire che al momento ci si sta preoccupando per il puzzo evidente ma non si sa quanti carichi radioattivi sono transitati sotto le finestre di abitazioni poste lungo il percorso. Non si sa come tornare indietro alla fase precedente della lavorazione che fino a un mese fa non ha provocato problemi. Non si può conoscere nulla di quanto fino ad ora avvenuto all’interno dell’impianto. Se le risposte alle domande dovessero essere invece positive, sarebbe giusto che le informazioni annotate nei registri venissero rese pubbliche.

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