Download!Download Point responsive WP Theme for FREE!

Le Mozzarelle blu e il nonno di Heidi

latte.jpg

Riferendomi al precedente post dedicato alla vicenda delle mozzarelle al ‘puffo’ (qui), ripensandoci ho notato una cosa che fa veramente incazzare e riguarda particolarmente i tre marchi seguenti:

Fattorie Torresina
Malga Paradiso
Monteverdi

Tutti nomi italianissimi che richiamano alla mente ameni e incontaminati luoghi di produzione casearia. Prendiamo il marchio più roboante della Malga Paradiso. La Malga è una delle più tipiche espressioni dell’economia silvo-pastorale delle Alpi. E’ un complesso edilizio costruito a quote variabili e comunque mai superiori ai 2.300 metri, concepito per l’alpeggio, durante l’estate, del bestiame dal lette per la produzione caseari.

Praticamente un’oasi per la produzione di prodotti genuini e naturali. Come se non bastasse e per chiarire ulteriormente il concetto la Malga in questione si chiama pure Paradiso (se ho individuato la malga giusta il nome dovrebbe essere effettivamente legato alla vicina località).
Invece, secondo quanto sarebbe emerso con il caso delle mozzarelle blu, col cacchio che le mozzarelle ‘paradisiache’ vengono fatte in un alpeggio italiano, da un emule del nonno di Heidi, il quale dopo aver munto l’italianissima mucca cibatasi di fresche, pure e incontaminate erbe alpine si porta il latte in azienda per tirare fuori le mozzarelle nostrane.  Quelle vendute con il nome dell’italianissima malga stranamente parlano tedesco 🙁

Stesso discorso ovviamente per quanto riguarda le fantomatiche Fattorie Torresina e l’ameno Monteverdi. Il discorso come si sa è apertissimo e sull’argomento sono stati scritti decine di libri e si potrebbe continuare a discuterne per giorni interi. La cosa triste è che con questo sistema non si sta sputtanando solo la salute dei consumatori, ma anche il territorio, associando porcate commesse da altri a località e realtà per la maggior parte dei casi completamente fittizie, ma che quando esistono veramente alla fine si scopre che funzionano semplicemente come stazioni di transito e lavorazione per prodotti stranieri.

Ma perchè diavolo non si obbliga i produttori a indicare definitivamente e chiaramente la percentuale e la provenienza degli ingredienti che compongono quello che mi sto portando a casa???
Insomma, la storia è sempre la stessa e in questo caso particolare l’Europa ha bisogno di tanto latte e i tedeschi lo forniscono di buon grado.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o visualizzazione di media. Per vedere quali cookie utilizziamo leggi l'informativa. Chiudendo questo banner o continuando a navigare sul sito si acconsente all'uso dei cookie. Modifica impostazione dei Cookie
Hello. Add your message here.