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La Rho-Monza potrebbe essere seppellita

Dettaglio degli sviluppi previsti per la Rho Monza in vista di Expo 2015E’ quanto propongono compatti i cittadini di Paderno Dugnano coinvolti dal passaggio del mostruoso nastro di cemento a 14 corsie parlando della possibilità di farlo passare in galleria. E’ comunque anche quanto paventano i responsabili della Provincia e della Serravalle, riferendosi invece all’eventuale possibilità che non se ne faccia più nulla se non si trova una soluzione ragionevole alle criticità portate in evidenza sul progetto preliminare.
Ieri sera Martedì 10 febbraio 2009 alle 21.00 in Aula Consiliare del Comune di Paderno Dugnano si è svolta la prima assemblea pubblica per la “Presentazione del progetto di riqualificazione della Rho-Monza“. Presenti tutti i rappresentanti delle parti coinvolte e una concreta rappresentanza dei cittadini. Per Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa è intervenuto l’Amministratore delegato Massimo Di Marco.
A rappresentare le posizioni della Provincia di Milano era presente il Direttore Centrale Trasporti e Viabilità Luciano Minotti.
La Giunta Comunale in carica era rappresentata dal Sindaco Gianfranco Massetti.
L’apertura è stata affidata alle presentazioni del progetto preliminare da parte dei rappresentanti della Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa e all’intervento del dirigente della Provincia di Milano Luciano Minotti.
Il progetto preliminare illustrato don dovizia di particolari ha evidenziato una fase avanzata dei lavori e degli studi effettuati dai tecnici della Milano-Serravalle.
A quel punto, ha iniziato a serpeggiare tra i rappresentanti della cittadinanza il dubbio poi espresso concretamente in occasione dei numerosi interventi, che i giochi siano stati scoperti in fase avanzata e che ciò abbia spiazzato i responsabili della realizzazione del progetto, che in più occasioni nel corso dell’incontro sono apparsi in affanno e hanno evidenziato tra loro alcune posizioni discordi o quantomeno non ‘perfettamente’ allineate.
Come mai infatti, la prima assemblea di presentazione del progetto alla cittadinanza si è svolta dopo più di un anno dall’inizio dello studio, nonostante Massimo Di Marco abbia più volte affermato che il modus operandi della società da lui rappresentata prevedeva il coinvolgimento dei cittadini in ogni fase della realizzazione di una qualsiasi opera con impatto sul territorio?
Inoltre, altro punto sospetto evidenziato dai successivi interventi dei cittadini è stato quello relativo alla completa assenza a qualsiasi riferimento nello studio preliminare, di un’alternativa in tunnel, segno che l’ipotesi era stata scartata a priori oppure nemmeno considerata.
I generici impedimenti tecnici alla realizzazione dell’opera in galleria interrata addotti sia dai rappresentanti di Milano-Serravalle e Provincia di Milano si sono fondamentalmente condensati intorno a due punti: costi e presenza del torrente Seveso.
I rappresentanti dei Comitati e dei cittadini si sono mostrati tecnicamente preparati a contestare con dati alla mano, la probabile infondatezza di entrambi gli ostacoli ipotizzati.
Per quanto riguarda il passaggio del Seveso è stato segnalato un progetto già completato per il comune di Lentate sul Seveso per il passaggio in galleria interrata di una variante ferroviaria. Numerosi poi gli esempi europei di passaggio sotto a corsi d’acqua importanti di tratte autostradali e ferroviarie.
Per quanto riguarda i costi i rappresentanti dei cittadini hanno snocciolato cifre legate ad altri progetti già realizzati, che farebbero ipotizzare una stima di costi per la realizzazione del tunnel compresa tra i 35 e i 75 milioni di euro (milione più milione meno).
Un ultimo dato sospetto ribadito dalla presentazione del progetto preliminare da parte di Provincia e Serravalle è legato alla data prevista di termine lavori per il 2014. Quasi quasi come se il tutto fosse stato tenuto pronto per l’eventuale vittoria di Milano per Expo 2015.
Questa impressione è stata in diversi momenti smentita dai responsabili del progetto dichiarando che era già allo studio il potenziamento di una tratta viaria ritenuta desueta e insufficiente.
Dopo il primo giro di interventi, ho avuto personalmente l’impressione che i responsabili del progetto non si fossero aspettati una conoscenza così approfondita dello stato del progetto da parte della cittadinanza, che avessero già effettuato la loro scelta ritenendola la migliore, che fossero ben consci dell’estrema criticità del tratto incriminato e che non fossero preparati alla competenza tecnica e alla presentazione di dati precisi e documentati da parte dei rappresentantanti dei cittadini. Insomma, l’atteggiamento è stato quello del: “Accidenti se ne sono accorti e non ho portato i compiti perché me li ha mangiati il cane”.
E’ stato a questo punto, nel corso delle risposte ai quesiti sollevati dai cittadini, che si è evidenziato un diverso atteggiamento tra Serravalle e Provincia nell’approcciare il problema.
Inizialmente l’Amministratore delegato di Serravalle – Milano Tangenziali Spa Massimo Di Marco ha cercato di ipotizzare il fatto che, se la posizione della cittadinanza di Paderno Dugnano e della sua Giunta Comunale fosse rimasta categorica e la valutazione tecnica (e ovviamente di costi) per la realizzazione dell’interramento del tratto autostradale fosse risultata negativa, non se ne sarebbe più fatto nulla.
L’atteggiamento è poi mutato a una maggiore disponibilità, smentendo come categorica la data di terminazione dei lavori entro il 2014 e dicendosi disponibile a proseguire ad oltranza lo studio di varianti al progetto, fino al punto d’incontro tra l’esigenza di disporre di un potenziamento della viabilità nel tratto interessato e le esigenze di qualità della vita e salvaguardia del territorio da parte dei cittadini.
Più categorica la replica del Direttore Centrale Trasporti e Viabilità della Provincia di Milano Luciano Minotti che prima ha tentato di far passare il concetto che il sacrificio di pochi si sarebbe tradotto nel beneficio di molti. In seguito, dopo le inevitabili contestazioni dei ‘pochi’ che non ci stavano a scrificarsi per i molti, ha tentato la strada del catastrofismo.
Ora, come confermato dagli stessi cittadini, la situazione delle tratte viarie in questione è effettivamente critica e sarebbero sicuramente necessari seri interventi per migliorarne la situazione. Ma da qui, a ipotizzare un futuro incremento abnorme di traffico proveniente dalla A4, dalla Tangenziale Nord e dalla Milano Meda, con tracimazioni sul territorio e aumento comunque inevitabile di inquinamento (chimico e sonoro) a causa della mancata ‘agevolazione’ della tratta viaria nel territorio di Paderno Dugnano, ai più è parsa un’esagerazione tesa a intimorire la platea.
Maggiormente pacato il successivo intervento di un ingenere di Serravalle – Milano Tangenziali Spa che ha spiegato più concretamente alcuni impedimenti economico/politici che potrebbero porsi ad ostacolo nella considerazione dell’interramento della tratta autostradale.
In particolar modo, i limiti economici sembrano essere legati all’approvazione di bilancio da parte di ANAS e dal Ministero per la Spesa Pubblica, che di fatto vincola enti come la Serravalle – Milano Tangenziali Spa a mantenere l’aderenza a quanto stimato per opere in fase di progetto presentate per il quinquennio di rinnovo della concessione.
Questa precisazione ha ulteriormente acuito il sospetto che il pensiero dell’interramento o di discutere eventuali variazioni non abbia mai transitato per i pensieri di Serravalle – Milano Tangenziali Spa e Provincia, vista l’aderenza dell’investimento stimato al progetto presentato.
Gli impedimenti politici sono invece legati all’accettazione da parte di Serravalle – Milano Tangenziali Spa e Provincia ai vincoli richiesti dagli altri quattro Comuni coinvolti dall’operazione (Novate, Cormano, Bollate, Baranzate) per effettuare nei loro territori gli interventi previsti dal progetto.
Spostare finanziamenti (a questo punto ovviamente non previsti) per realizzare l’opera d’interramento nel comune di Paderno Dugnano potrebbe costringere a ritirare l’esecuzione di altri interventi ritenuti invece critici dagli altri Comuni, per consentire le modifiche alla tratta di competenza. Insomma, è il solito discorso della coperta troppo corta.
Al termine di oltre tre ore di dibattito, l’accordo raggiunto tra i diversi protagonisti e stato quello di valutare nel dettaglio l’ipotesi suggerita dai cittadini di Paderno Dugnano ed avviare un’analisi di fattibilittà e relativi costi imputabili alla variazione richiesta. Alla luce dei risultati dello studio Serravalle – Milano Tangenziali Spa verificherà la possibilità di recuperare eventuali costi aggiuntivi abbandonando altre opere previste ma che non vadano a violare le criticità imposte dagli altri comuni coinvolti.
Ciascuna delle parti proporrà quindi periti e tecnici di fiducia che affiancheranno quelli di Serravalle – Milano Tangenziali Spa nella verifica stabilita. Vero è che se effettivamente esiste già uno studio e una valutazione effettuata precedentemente da Serravalle – Milano Tangenziali Spa, a questo punto non si spiegherebbe comunque la necessità di effettuare nuovamente l’analisi.
In ogni caso, questo spazio resta a disposizione di chi voglia aggiungere precisazioni o chiarimenti a quanto riportato.

Discorso di Ferruccio Porati per conto del Comitato dei Cittadini per l’interramento:
Discorso Porati

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