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La lega la sarà ancha bona ma l’è balòssa

xprs-hulk.jpg Ok, positivo il fatto che la Lega Nord con forza sia stata l’unico esponente di maggioranza ad essersi schierata attivamente a fianco dei cittadini padernesi, per cercare di ottenere l’interramento della Rho-Monza. Ripeto, esempio encomiabile e sicuramente positivo. Peccato che ora la stessa Lega Nord rischi di vanificare la positività dell’atto trasformandolo in mera propaganda politica.

Del primo volantino distribuito ai padernesi, la maggior parte del contenuto era infatti dedicato all’accusa di immobilità indirizzata alla precedente giunta di centrosinistra, mentre solo poche righe esprimevano chiaramente la presa di posizione nei confronti del progetto di potenziamento della SP46. Il tono dei proclami e lo stile dei contenuti ci stanno anche in quanto ricalcano quello da sempre usato da Bossi e nelle loro campagne politiche. La Lega Nord è abituata infatti a parlare alla ‘pancia’ della gente e da sempre usa toni forti per aumentare l’evidenza e la forza del messaggio che vuole veicolare. Quello che mi stona un po’, avendo seguito fin dall’inizio la lotta spontanea cittadina contro il progetto preliminare della Rho-Monza è che ora la Lega Nord si presenti come se avesse scoperto ‘l’acqua calda’.

Come se prima non si fosse fatto nulla e solo ora perchè si sono mossi loro si sono ottenuti risultati e smosse le acque. Pur non essendo di parte alla fine per obiettività mi trovo poi costretto a sostenere argomenti contrari. E’ vero e personalmente l’ho dichiarato più volte in questi spazi che forse la precedente giunta avrebbe dovuto svegliarsi prima. E’ vero comunque che i Verdi avevano suonato il campanello d’allarme e si era giunti a un’assemblea aperta. E’ vero comunque e sopra ogni dubbio che l’informazione, le prime attività e importanti risultati si sono ottenuti solo con l’intervento dei cittadini, dei comitati e delle associazioni.

Le attività di questi ultimi, sostenuti dalla giunta Massetti, alla fine hanno portato al protocollo d’intesa e alla nascita del tavolo tecnico.
La sequenza dei fatti e lo stato dell’arte immaginavo fosse ovvia a tutti i coinvolti, ma poi mi sono imbattuto oggi su ‘Il Notiziario’ in edicola nella seguente dichiarazione della neo presidente del Consiglio di Quartiere di Paderno:  “Sin dai primi giorni del mio insediamento – afferma la presidente leghista Laura Colpani – ho incontrato singoli cittadini e comitati per mettere insieme le idee e capire cosa era stato sinora fatto. Purtroppo nulla. Abbiamo preso contatti con Regione e Provincia e qualcosa si sta muovendo.

A questo punto sorge il dubbio che la Lega o almeno la sig.ra Colpani si siano persi qualcosa per strada. Le cose per come ormai riportate fino alla nausea su comunicati, stampa e blog erano al punto in cui Comune di Paderno, Provincia di Milano e società Serravalle, avevano congiuntamente convenuto sulla criticità insite nel progetto preliminare, sulla necessità di individuare soluzioni alternative e di instituire allo scopo un tavolo tecnico. Il Comune di Paderno si era spinto oltre, arrivando a individuare e segnalare come previsto dal protocollo, la squadra tecnica che si sarebbe dovuta sedere al famoso tavolo tecnico.

E’ stato poi l’Assessore De Nicola a togliere le sedie al tavolo tecnico (lo stesso che ha deciso di stanziare milioni di euro per la pista ciclabile avveniristica da Garibaldi alla fiera di Rho-Pero e al sito di Expo). Quindi certi proclami fatti da una presidente di quartiere (tra i più coinvolti dal progetto) lasciano veramente allibiti. Cerchiamo di ritrovare la misura delle cose e dire pane al pane e vino al vino. Non vi è bisogno che la Lega Nord si proponga come il bravo genitore che prende per mano la cittadinanza e la conduce al di là della strada. I meccanismi e i tasselli erano al loro posto, c’è sicuramente posto e bisogno della Lega Nord, ma visto che si parla continuamente di cappelli, non c’è bisogno di coprire tutto con una mano di verde. La lega se può e vuole partecipare ha il suo posto preciso a fianco di tutti, nè davanti nè dietro, a fianco.

Poi, visto che attualmente la Lega Nord è al governo, ha sicuramente la possibilità di far leva per sensibilizzare i propri alleati e sbloccare la situazione. Quindi, gentile sig.ra Colpani, la dichiarazione maggiormente veritiera sarebbe stata la seguente: “…ho incontrato singoli cittadini e comitati per mettere insieme le idee e capire cosa era stato sinora fatto. FORTUNATAMENTE MOLTO ERA GIA’ STATO FATTO MA PURTROPPO, A CAUSA DEL CAMBIO DI INTERLOCUTORI LA SITAZIONE STAGNAVA. Abbiamo preso contatti con Regione e Provincia e GRAZIE AI NOSTRI SFORZI qualcosa HA RIPRESO A MUOVERSI.”

AGGIORNAMENTO DEL 6/11/09 ORE 13.30

A confutare le affermazioni precedentemente addotte e per fornire qualche documento finalmente utile alla sig.ra Colpani ecco di seguito due documenti che attestano come:

A) il tavolo tecnico era definito e pronto a lavorare fin da maggio (paderno_tavolo_rh_mz1243856848.pdf);

B) che De Nicola ha arbitrariamente deciso che “non ha trovato seguito l’attività prevista dall’accordo, ossia la costituzione del tavolo tecnico che, entro 90 giorni, avrebbe dovuto individuare e quantificare economicamente eventuali soluzioni alternative” (risposta-int-rho-monza-090909.pdf).

La presa di posizione è quindi doppiamente inesatta, perchè:

1) il tavolo citato nel documento di maggio non è mai partito, quindi non si possono iniziare a contare i giorni di decorrenza…

2) se anche il tempo avesse iniziato a scorrere in data 21 maggio (data secondo la quale Comune, Provincia e Serravalle avrebbero firmato l’accordo), al 9 di settembre (data in cui il De Nicola ha dato queste spiegazioni), i 90 giorni non erano ancora trascorsi, a causa delle ferie agostane (che non possono essere contate in quanto la stessa maggioranza ha più volte interpretato il periodo di ferie come giustificato ritardo per l’inizio a regime delle attività previste dal mandato).

I casi quindi sono due: o la sig.ra Colpani non aveva tali documenti oppure li aveva. Nel primo caso viene da chiedersi chi abbia incontrato durante le sue verifiche (molto probabilmente le persone sbagliate). Nel secondo caso invece non si comprende per quale motivo, si è comunque arrogata il diritto di affidare una simile inesatta dichiarazione alla stampa.

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