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La collina dei caduti? Degli inquinati? Degli anonimi? Degli interrati?

Solo ieri (qui) avevo evidenziato il lento proliferare di adesivi verdi che riproducevano il segnale stradale di inizio galleria chiedendomi chi ne fosse l’artefice, cosa significassero e da dove provenissero.

Questa mattina transitando in zona rotonda UNES invece della risposta ho trovato altri inquietanti segnali di questa originale e fantasiosa azione comunicativa. Nelle foto si vede chiaramente come l’intera collinetta compresa tra le rotonde UNES e Le Giraffe sia stata trasformata in un cupo cimitero in mezzo al quale è stato nuovamente riprodotto il tema degli adesivi con la riproduzione del cartello stradale di inizio galleria.

Gli adesivi in questione non hanno poi risparmiato nemmeno i cartelli predisposti dalla Provincia intorno alle rotonde cittadine a fini pubblicitari. A proposito di questi cartelli fuorilegge: cosa sono ancora lì a fare? Come qualsiasi cosa riflettono il generale torpore cittadino e istituzionale, restando lì senza ancora nessuna decisione in un senso o nell’altro. O si è deciso che sono regolari e che come al solito la Provincia può fare in casa nostra quello che vuole oppure sono irregolari e sarebbe ora che venissetro tolti. Comunque questo è un altro discorso che riprendero in seguito.

Fatto è che stamattina la zona Unes e dintorni è stata particolarmente interessata dal misterioso fenomeno dell’apparizione degli adesivi con l’icona del tunnel e il mistero sugli autori resta e si intensifica. All’appello lanciato ieri perchè chi potesse avere qualche idea sulla paternità e scopo dell’operazione nessuno ha risposto e anche l’altro blog cittadino padernoforum, oltre ad aver evidenziato il fenomeno si è posto il dubbio sull’origine dello stesso, ipotizzandolo collegato all’avento sull’ìnterramento della Rho-Monza organizzato in Consiglio comunale per sabato sera dalla Lega Nord.

Confesso che anche io, forse deviato dalle predominante verde dello sfondo degli adesivi (che del resto rispecchia fedelmente quello comunque previsto dal cartello stradale ufficiale) avevo pensato alla Lega Nord.
In un impeto d’entusiasmo vi avevo rivisto l’antico ardore ‘celoduristico’ della Lega Nord dei primi tempi e interpretato lo sfregio odierno dei cartelli pubblicitari della provincia, come la realizzazione concreta dello storico slogan leghista ‘Padroni a casa nostra’.
A pensarci bene sono comunque giunto alla conclusione che dietro al fenomeno degli adesivi è difficile che ci sia la Lega. Mi sembra infatti strano che i rappresentanti locali del partito di Bossi che fino ad ora sulla Rho-Monza si sono limitati all’ormai vetusto volantinaggio in dialetto meneghino, vengano improvvisamente ispirati a una massiccia campagna di iniziative.

Già dall’appuntamento organizzato in aula consiliare il prossimo sabato sera 12 febbraio, a differenza dei più ottimisti, personalmente non mi aspetto molto se non il solito rivangare il passato e il non fornire nulla di concreto per il futuro. Figuriamoci se per un tale fine hanno mobilitato le truppe per garantire una preliminare copertura mediatica dell’evento.La Lega Nord oggi è solo il pallido fantasma di quella che era una volta.

Che dire, il fenomeno si intensifica e il mistero si infittisce. Non mi resta che rinnovare l’invito a chi dovesse passare da queste parti e avesse notizie o idee in merito a condividerle con gli altri lettori.

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