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Inceneritore: L’ovvio? Spesso non lo si vuole vedere ed è difficile descriverlo

E’ frustrante tornare ripetutamente sugli stessi argomenti con le stesse identiche parole perchè altre di più chiare ed evidenti non se ne trovano per descrivere quello che è ovvio o almeno che dovrebbe esserlo a chiunque.

E’ difficile cercare di descrivere in modo differente l’ovvio, il banale e l’evidente e visti i risultati certe volte mi sembra di parlare una lingua diversa, incomprensibile. Il perchè di questo sfogo? Perchè ho ricevuto e di seguito pubblico volentieri l’ennesimo comunicato del Comitato contro l’Inceneritore e, le allegate osservazioni alle integrazioni parziali presentate dalla Paderno Energia srl, la società che vuole a tutti i costi costruire l’ennesimo ecomostro a Paderno Dugnano.

Non ripeto quindi un concetto ovvio come quello che, al di là di tutti i proclami e le dichiarazioni delle varie parti politiche in Provincia e oltre, qualcuno continua a remare a favore dell’Inceneritore a Paderno Dugnano. Non lo ripeto perchè non saprei trovare altre parole o concetti rispetto a quelli che in analoga occasione avevo già usato qui (QUI).

A qualcuno continua a interess(i)are l’Inceneritore a Paderno Dugnano altrimenti non si spiegherebbe il fatto che Paderno Energia Srl che continua a produrre documentazione integrativa insufficiente si vede continuamente riconoscere ulteriori proroghe. Non si capisce altrimenti perchè la stessa continui a investire fior di quattrini per ottenere da quotati Istituti di ricerca (solo sulla carta visti i risultati prodotti) documenti a sostegno della propria causa.

A questo punto la vicenda inizia ad assumere aspetti surreali. Il primo aspetto assurdo è rappresentato dal fatto che l’iniziale proroga di 90 giorni concessa alla Paderno Energia s.r.l per integrare la documentazione carente che aveva presentato a sostegno del suo progetto di realizzare l’inceneritore al Villaggio Ambrosiano è passata prima a 120 giorni e ora, rischia addirittura di essere estesa a tempo indeterminato.

Non bastasse questo, aggiungiamoci che tanto la ricerca condotta dall’Istituto Mario Negri, quanto buona parte della documentazione prodotta dalla stessa Paderno Energia, in base alle osservazioni prodotte e depositate dai comitati no Inceneritore di Paderno Dugnano, Cormano, Bollate, Novate Milanese e Senago appare evidentemente lacunosa e carente.

Insomma le premesse, le motivazioni e le scuse inappellabili per chiudere definitivamente la vicenda con un nulla di fatto ci sono state e maggior ragione ci sono ora. Ancora l’ovvio: a qualcuno interessa non chiudere la vicenda. Da qui altre considerazioni relative a quanto riportato in un commento apparso su La Scommessa (qui) per il post dedicato all’argomento e inerenti l’effettiva efficacia di cui dispongono le azioni attuate dai comitati, come la presentazione o il deposito di osservazioni o richieste.

In effetti,  inizio a pensare che la semplice opposizione anche di un’intera città, incentrata solo sulla possibilità di perdere voti e preferenze alle sucessive elezioni possa non bastare o comunque, pesare e influire prevalentemente solo sull’amministrazione locale.  A livelli più alti bisogna verificare se le preferenze perse su Paderno Dugnano vengono abbondantemente recuperate da quelle guadagnate dagli altri siti papabili per l’installazione dell’Inceneritore (che non lo riceveranno) e da quelle recuperate sul resto del territorio grazie al servizio aggiuntivo di smaltimento che gli viene garantito a spese della nostra città.

Insomma, forse sarebbe il momento di valutare azioni di maggiore impatto come possono esserlo delle class action o comunque delle vertenze legali coordinate che oltre sul piano politico possono pesare concretamente sul bilancio complessivo di qualsiasi opera.
Esistono e vi si fa riferimento in più punti nelle osservazioni depositate dai Comitati che, in numerosi aspetti limiti e disposizione di legge sembrano essere stati superati. Se poi gli stessi parametri vengono letti sovrapponendo la realizzazione di opere differenti come la Rho-Monza e l’Inceneritore allora probabilmente esistono gli estremi per richiedere interventi a livello europeo. Insomma, una città che minaccia di non votare pù chi governa può fare meno paura di una città (o più) che chiede i danni.

Poi la fattibilità o meno di quanto appena espresso può confermarla chi più ferrato sull’argomento ma è giunta sull’onda di quella che reputo una sacrosanta e motivata incazzatura e, mi sembrava quindi corretto esprimerla.

Di seguito il link al Blog dei Comitati No Inceneritore dove è disponibile copia della documentazione depositata in vista della prossima e decisiva Conferenza dei Servizi.

http://www.padernesi.com/BlogEngine/post/2011/01/04/Ultime-Notizie.aspx

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