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Il solito idiota e l’amministrazione che latita

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Ultimamente sul blog ha ripreso vita la discussione affrontata (qui e qui) sul problema dei graffittari o writer che distinguere si voglia.
Contemporaneamente e in modo sospetto sul muro del cimitero in corrispondenza della rotonda in via Camposanto dove precedentemente si era già firmato come ‘Ci Riesco Benissimo’ (a dimostrare di essere un idiota avevamo aggiunto non a torto), il vandalo che da tempo con l’acronimo CRB sta deturpando muri cittadini e serrande in ogni dove, ha aggiunto un’ulteriore interpretazione della sigla. Per chiarire meglio il concetto le iniziali sia della scritta precedente, sia di quella aggiunta recentemente sono state ripassate in vernice rossa.

Ebbene, la nuova interpretazione attribuisce all’acronimo del fantomatico ‘Bro’ il significato di ‘Come Rosichi Bene’. A chi si stia riferendo ovviamente  non è dato comprendere.
I diversi stili e le diverse calligrafie mostrerebbero comunque che la firma CRB è ormai abusata da diversi writers e non più riconducibile a un’unica mano. Se confermata questa ipotesi aprirebbe scenari inquietanti, potendosi trasformare in una gara a chi ‘imbratta’ di più.
Dicevamo che ultimamente l’argomento si è ridestato sul blog con una serie di nuovi commenti tra i quali una risposta al concorso che avevamo lanciato (qui) per trovare l’interpretazione più originale all’acronimo utilizzato.
Ora, la domanda che dovrebbe essere indirizzata all’amministrazione in generale e alla Polizia Municipale in particolare, riguarda cosa si sta tentando concretamente per debellare definitivamente o ridurre drasticamente il fenomeno.

Entrando a Paderno Dugnano infatti si incontrano ben visibili i cartelli che segnalano come si stia entrando in territorio videocontrollato per motivi di sicurezza. Cosa si sta monitorando effettivamente? E’ mai possibile che la notte imperversino per la città manipoli di vitellozzi annoiati senza incappare anche casualmente in qualcuna delle telecamere già posizionate?
Insomma, forse uno sforzo maggiore o qualche strategia per identificare gli autori degli sgorbi e costringerli poi a ripulire i danni inflitti alla città potrebbe fornire un segnale chiaro che tali comportamenti non sono più tollerati e che forse, non vale la pena di correre seri rischi di denuncia solo per deturpare un muro. Inoltre, in questo genere di situazioni basta probabilmente individuare il primo colpevole per raggiungere tutti gli altri che sicuramente in qualche modo sono tra loro collegati.

Poichè la semplice repressione non è il sistema migliore per risolvere qualsiasi questione e, considerato il fatto che, piaccia o meno il fenomeno è ‘di moda’, si potrebbe poi seguire la strada percorsa da altri comuni concordando appositi spazi da lasciare disponibili a writers e graffittari.
In alternativa si potrebbe pensare a un’iniziativa cittadina del tipo ‘puliamo la città’ dove almeno si inizi a recuperare un un po’ di dignità nelle zone maggiormente colpite.

Insomma, sembra che il fenomeno a questo punto inizi a ‘travalicare i limiti’ e giustificherebbe una maggiore attenzione e il tentativo di arginarlo. Entrare a Paderno e percorrere la Via S.Michele per trovarsi davanti il muro di un luogo che meriterebbe il dovuto rispetto utilizzato come lavagna da alcuni maleducati che si sentono in diritto di imporre la propria stupidità a un’intera città è una cosa che veramente rattrista.

Se mai dovesse accadere che qualcuno degli autori transiti da queste parti la domanda è una e semplice: PERCHE’?

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