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Il Comune condivide la necessità di rivalorizzare la Chiesetta del Pilastrello

Dopo le recenti aperture del monumento più antico di Paderno Dugnano e, in base alle rilevazioni effettuate, l’esperto di storia locale e del territorio Luciano Bissoli ha stilato un preciso rapporto contenente una serie di punti d’intervento più o meno urgenti ( copia al termine del post).

A seguito dell’inoltro del documento alle cariche comunali preposte si sono già svolti un paio d’incontri , durante i quali sia l’Assessore alla cultura Tagliabue sia il vicesindaco Bogani (per tramite dell’assessore Tagliabue) hanno convenuto sulla necessità di pianificare almeno gli interventi ritenuti più critici. In particolare il vicesindaco (sempre per tramite) ha confermato di avere particolarmente a cuore la sorte del monumento e che sono già allo studio possibili soluzioni per recuperare i fondi necessari a intervenire per realizzare almeno gli interventi più urgenti e necessari.

Tra gli interventi ritenuti più urgenti e strategici, considerata anche la zona relativamente isolata dove si è venuta a trovare relegata la chiesetta, con evidenti tracce di dubbie frequentazioni notturne che la lasciano esposta anche ad atti vandalici, sono da prevedere l’installazione di adeguate fonti luminose,  un impianto d’allarme e una telecamera. Con l’arrivo della primavera sarà invece possibile effettuare le prime misurazioni tecniche che consentiranno di ottenere conferme da quanto già sommariamente rilevato, ottenere un quadro complessivo e preciso dell’attuale stato fisico del monumento e pianificare gli interventi indispensabili. Come ama ripetere un amico … Hic Rhodus, hic salta. Staremo a vedere.

Nel frattempo, da parte degli ideatori del gruppo e dei volontari che si sono aggiunti successivamente continuano le attività di promozione, che a breve comprenderanno il lancio di un apposito sito web dedicato attraverso il quale restare aggiornati sulle novità e avere accesso a tutti i documenti fin qui raccolti. Grazie invece all’intervento degli ultimi aggiunti al gruppo e ai contatti con un’associazione attiva sul territorio, prossimamente potrebbe essere possibile arriccchire l’arredo del monumento con una nuova e significativa opera d’arte

Infine continua la valutazione della fattibilità e delle somme effettivamente recuperabili dall’operazione ‘Calderina’ che contempla la possibilità, da parte di chi lo desidera e dispone dei mezzi e delle conoscenze necessarie, di scaricare la copia digitale del mensile comunale, chiedendo VOLONTARIAMENTE di non ricevere la copia cartacea.

Di seguito copia del rapporto stilato in base ai primi riscontri effettuati in occasione delle recenti aperture del monumento e portato a conoscenza delle cariche comunali preposte.

Alla cortese attenzione del Dott. Tagliabue, Assessore alla Cultura

 Oratorio di Santa Maria della Consolazione detta del “Pilastrello”

 Condizioni dell’edificio rilevate il 14 di novembre 2010 – Suggerimenti

 Il gruppetto di persone ( Sigg. Andrea Colombo, Massimo Negrisoli e Gianni Rubagotti,) che hanno proposto la scorsa estate al FAI, con l’adesione di 720 persone della città, di inserire il Pilastrello tra i “Luoghi del cuore”, domenica mattina 14 novembre ha pulito l’interno dell’Oratorio. Mia moglie Mirella e il sottoscritto si sono aggiunti al gruppo anche perché era l’occasione di vedere insieme cosa si deve fare e cosa assolutamente non si deve fare. Ora stanno cercando dei volontari che si prendano l’impegno di aprire almeno una volta al mese, pulire ciò che è necessario con le dovute attenzioni (ho già preparato dettagliate istruzioni in merito), verificarne lo stato e segnalare eventuali problemi. Nel pomeriggio della stessa domenica circa 35 visitatori sono passati a vedere/rivedere il Pilastrello e per qualcuno era la prima volta. Un risultato già buono, vista la stagione.

Alle Parrocchie (Paderno in particolare) abbiamo già lanciato l’invito a utilizzare l’edificio sacro per incontri di preghiera, qualche matrimonio (con ridotto numero di invitati).

Ho dato la mia disponibilità a fare da guida per la scoperta di questa piccola e semplice chiesetta  importante per la nostra storia. Alcuni elementi che la caratterizzano sono poi d’interesse artistico oltre che storico. Ho lasciato un pannello che ricorda il Crocifisso del Pilastrello (presente nella chiesa sino al 1897) che, in qualche occasione, potrebbe anche essere temporaneamente ricollocato (c’è ancora il grosso chiodo cui era appeso). Un uso saggio, discreto, coerente e rispettoso, potrà contribuire alla sua conservazione, ma si dovrà pensare a qualche intervento di seria manutenzione unita ad un arricchimento dell’arredo, come preciso più sotto.

Mi attendo che l’Amministrazione Comunale faccia la sua parte anche perché ne è proprietaria. Da anni, non mi risulta che la chiesetta sia stata oggetto di cure più approfondite.

Solo il Sig. Giancarlo Casati, defunto lo scorso anno, unitamente alla moglie l’ha aperta, areata e pulita, ma con interventi relativi alla sola pulizia. Va dato loro il nostro grazie.

Ben venga quindi l’iniziativa di alcuni cittadini che hanno riportato al cuore di tutti noi il Pilastrello, la più antica testimonianza di fede di Paderno Dugnano.

Ovviamente alcune questioni di carattere tecnico indicate nella presente relazione esulano dalle Sue responsabilità, ma in quanto Assessore alla Cultura penso che l’attenzione al patrimonio storico sia un compito specifico del Suo ruolo. Come mi è stato suggerito, penso anche che sia il caso che Lei faccia un sopralluogo all’edificio e sarò lieto di accompagnarLa. Potrà rendersi conto personalmente dello stato dell’Oratorio. Sono state fatte varie foto a documentazione e che Le possono essere fornite.

Qui di seguito la relazione di quanto è stato rilevato e di quanto si suggerisce.

 Esterno

 1) E’ carente la pulizia della parte a parchetto e attorno alla chiesa.

2) Le panchine sono rotte e abbandonate, come è ormai da oltre un decennio; occorre decidere di   dare una sistemazione.

3) Sul retro della chiesa ho notato residui di numerosi preservativi, segno che la notte la zona è   frequentata per attività sessuale; risulta che sia abituale trovare anche siringhe usate e  abbandonate.

4) Il punto dove riaffiora il canale d’irrigazione che prende acqua dal derivatore Valle Seveso, è  ostruito da latte di grosse dimensioni.

5) Le pareti della parte absidale, dei fianchi e della facciata, sono lordate, ormai da oltre un decennio, da scritte di vario genere. È opportuna una nuova imbiancatura, così come è  necessario dare una nuova mano di vernice ai serramenti in ferro (finestre, porta e protezione verso il tram).

6) Occorre dare una ripulita dal muschio che prolifera sulla base delle pareti, con particolare   evidenza sul lato nord. La presenza di tale vegetale, certamente favorita dall’esposizione è comunque segno di umidità nelle mura che limita la necessaria traspirazione e corrode l’intonaco.

7) Occorre dare un’occhiata al sistema di canaletti di scolo ed eliminare, eventuali foglie; eliminare anche il ristagno in alcuni punti (ad esempio, sullo spigolo di destra della chiesetta, alla fine del  piccolo vialetto).

8 ) Occorrerà anche dare un’occhiata al tetto per sostituire eventuali tegole rotte.

9) E’ veramente opportuno provvedere ad illuminare l’area e l’edificio (facciata, pareti laterali e parte absidale). Ciò potrebbe scoraggiare “ l’attività” di cui al punto3.

10) Sarà forse utile inserire la chiesetta nel giro serale/notturno di Vigili e/o Carabinieri

11) Utile sarebbe anche il posizionamento di una telecamera e un impianto di allarme.

 Interno

 L’interno mostra con evidenza un diffuso degrado e ciò anche dovuto, parzialmente, alla decisione della Soprintendenza di conservare “i segni del tempo”. E’ stata una scelta culturale che potremmo anche rispettare, ma ammaloramenti successivi si sono verificati. Forse è il momento di una scelta più coraggiosa: decidere l’eliminazione degli intonaci degradati e il loro ripristino con la dovuta attenzione alla conservazione di ciò che importante e antico (decorazione a graffito in stile medioevale d’inizio Novecento, residui della rossa decorazione in alto e quanto altro si possa ritrovare.

Occorrerà tuttavia non intervenire col rifacimento degli intonaci prima di aver risanato dall’umidità capillare (come preciso più sotto al punto 16).

Ho notato:

1)      formazione di efflorescenze e sfarinamento di intonaco, in vari punti delle pareti;

2)      sul lato sinistro dell’edicola che racchiude la piccola statua della Madonna, c’è una vistosa e recente lacuna di intonaco e, appena sopra, un’ampia “tasca sonora” che determinerà, tra breve, una nuova caduta dell’intonaco;

3)      alla base della cornice di legno (moderna) che racchiude l’altare ci sono rigonfiamenti (limitati), segno di umidità nel pavimento;

4)      l’affresco (del 1779) che al momento dell’intervento del 1988/89 è stato sottoposto a un intervento conservativo, richiede un nuovo controllo, una pulizia (l’intonaco su cui è stato eseguito ha una malta scabra, ruvida e la polvere si deposita facilmente) è necessaria; sarebbe bello poter provvedere poi ad un restauro pittorico che consenta una più facile lettura; la parete ha inoltre varie crepe che andrebbero stuccate e mascherate opportunamente durante il restauro pittorico;

5)      l’altare che ha un apparato ligneo dipinto a finto marmo, assai perduto, va solo ripulito e un poco “nutrito” con prodotti adatti;

6)      il pavimento dell’intera chiesa va ripulito in profondità da chi sa trattare tale tipologia con prodotti adatti per mettere in vista gli antichi “medoni” in cotto, settecenteschi;

7)      la statuetta della Madonna Immacolata è malconcia; andrebbe eliminata la vernice protettiva, ormai pesantemente ossidata, messa chissà quando e da chi? Si potrebbe sostituirla o incaricare qualche artista locale (Milo, Roncaglia) di eseguire un nuovo affresco; possibile anche collocare un dipinto o scultura con tema mariano, sulla stessa parete che accoglieva quello antico, perso all’inizio del 1900; non credo sia impossibile trovare qualche sponsor;

8)      il paliotto in colore morello, damascato, conservato nella teca di ferro, presenta vari punti di muffa o forse macchie originate dalla colla usata per farlo aderire al supporto; un controllo  sarebbe opportuno; sarebbe anche opportuna una diversa collocazione (davanti all’altare, come previsto dalla sua funzione liturgica;

9)      uno dei pannelli esposti si è incurvato, segno che l’ambiente è abitualmente saturo di umidità e condensa (elemento di grande rischio per l’affresco); occorre sistemarlo;

10)  l’illuminazione interna è scarsa; una delle luci dei pannelli è priva di lampada e copri lampada; occorrerebbe installare una luce (fredda) che illumini l’affresco

11)  sopra l’edicola della Madonna (parete di destra) c’è’ un bel lavoro in ferro battuto cui doveva essere appesa una lampada non più esistente. Perché non chiedere alla Parrocchia di   Paderno una delle vecchie lampade non più usate da collocare lì e rendere un po’ più vissuto l’ambiente? Perché non dotare l’altare di quattro vecchi candelabri (dalla Parrocchia);

12)  occorre eliminare tutti i fiori di plastica che sono brutti e sporchi e provvedere a  ripulire da ragnatele le parti alte delle pareti (cosa che non abbiamo potuto fare);

13)  le balaustre in pietra arenaria andrebbero ripulite (a fondo la cornice superiore e leggermente le parti a traforo) da esperti al fine di evitare sfaldamento;

14)  la piccola acquasantiera in pietra (un bel pezzo di quarzite se non mi sbaglio), va solo pulita a fondo;

15)  ripulire e rinfrescare l’oro delle parole della lapide di marmo bardiglio che ricorda i restauri De Capitani di inizio Novecento;

16)  da un controllo con il Protimeter a contatto con pareti e pavimento, ho rilevato valori di umidità relativa a partire da un 70 sino al 100% (i valori di una muratura sana non devono superare il 20-30% ca. Ciò conferma che la risalita capillare è presente e a nulla sono serviti i “sifoni di Knapen” (intervento del 1988/89). E’ questo un sistema ampiamente superato da nuove tecnologie elettrofisiche non invasive (che per ragioni di lavoro ben conosco). Occorrerà procedere a un’analisi termografica delle pareti oppure avvalersi del metodo del carburo di calcio, per misurare l’umidità reale presente nella muratura. Ciò consentirà di decidere il necessario intervento di eliminazione dei sali e blocco della risalita capillare. Un grosso aiuto potrebbe derivare dall’eliminazione di una porzione d’intonaco di circa 80 cm dal pavimento e lasciare per qualche mese i mattoni a vista per facilitare la traspirazione, sempre che la Soprintendenza lo permetta.

 A Sua disposizione, voglia gradire cordiali saluti.

 Luciano Bissoli

19 novembre 2010

 Copia a Dott. Marco Alparone, Sindaco di Paderno Dugnano

Copia al Vice- sindaco  Sig. Bogani

Copia a Don Gabriele Sala, Parroco di Paderno S. Maria Nascente

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