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Giardinetti di Calderara: individuati i teppisti dei cestini

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Sembra essersi definitivamente conclusa la vicenda di cui avevamo dato notizia (qui) e fino ad ora rimasta in sospeso.
Alcuni cittadini padernesi che abitano in zona e che insieme ai propri figli frequentano i giardinetti di Calderara, di fianco al carcatra’, nido Baraggiole e centro Schiaffino, avevano segnalato che i cestini per la raccolta dei rifiuti venivano meticolosamente svuotati e il contenuto sparso nel prato e lungo i vialetti.

Avevamo chiesto ai residenti di tenerci aggiornati sulla situazione e oggi ci hanno comunicato che finalmente i teppisti colpevoli degli odiosi atti sono stati identificati. Nella foto in apertura due tra i più loschi componenti della banda. A parte lo sguardo bieco e l’aria feroce che suggerisce ai comuni cittadini di non intervenire assolutamente nei confronti dei soggetti in questione, ci si chiede come sia ora possibile arrestare lo scempio compiuto da soggetti così ‘sfuggenti’ 😀

I pennuti componenti la banda sono infatti stati osservati più volte scavare tra i rifiuti dei cestini, lacerando i sacchetti alla ricerca di qualche ghiottoneria. Solitamente agiscono indisturbati al mattino, quanto la frequentazione dei giardinetti è ridotta.

A questo punto l’unica soluzione possibile al problema risulterebbe quella di dotare i cestini per la raccolta rifiuti di appositi spaventapasseri.

Terminando la parentesi ‘ludica’, sempre dalla stessa zona riceviamo la segnalazione che altri teppisti, questa volta presumibilmente appartenenti al genere umano (anche se il genere umano immaginiamo voglia prenderne distanza) hanno danneggiato i giochi presenti nei giardinetti.
I bambini che li frequentano non possono quindi più utilizzare le altalene. Gli interventi necessari sono di modesta entità.
Se qualcuno di competenza dovesse transitare da queste parti, potrebbe essere occasione una volta tanto di anticipare le legittime segnalazioni e le successive inevitabili proteste.
Per una volta prevenire potrebbe essere meglio che curare. No?

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