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Elezioni 2013, nuova tappa evolutiva della politica ?

Rompere gli schemi e rinnovarsi non è peccatoHo deciso di rispondere al grido di solitudine del gestore del blog Padernoforum, fornendogli un po’ di materiale da commentare (a proposito il Termine Grullini riferito ai militanti del Movimento 5 Stelle QUI è un refuso o un giudizio???).

Risposta indiretta anche al commento del gentile Favrin: pubblico per secondo in rispetto delle gerarchie in quanto semplice ed umile pubblicista 😉

Comunque sia, ecco a ruota libera e dopo ponderata (non tramortita) riflessione, una considerazione sui risultati delle urne.

Sostanzialmente Interessante l’esito delle recenti votazioni politiche e regionali e per certi versi non del tutto inatteso.
In un certo senso questa volta, più che in altri casi sembra infatti valere la regola del SE.

Se si fosse andati a votare solo un paio di mesi fa, il risultato sarebbe stato scontato e si sarebbe quasi sicuramente tradotto in una cavalcata vittoriosa del centrosinistra.
Già dopo le primarie il vento è cambiato con il secondo ‘SE’.
Se infatti Renzi avesse vinto le primarie probabilmente buona parte degli indecisi e dei moderati avrebbe votato per lui e probabilmente, lo stesso Berlusconi avrebbe avuto difficoltà a guadagnare terreno e a recuperare quella fetta di elettori che non identificandosi nell’estremismo grillino, avrebbero però gradito una ventata di freschezza e novità. Un valido compromesso insomma.

Per quanto riguarda i programmi e le proposte, il PD (e non solo) si è trovato a suonare la stessa vecchia e monotona partitura, mostrando difficoltà a proporre vere novità o elementi di svolta. Anche Monti oltre a non aver saputo egualmente proporre qualcosa di veramente innovativo, è caduto in una serie impressionante di errori di ingenuità e inesperienza politica. Oltre ad aver dimostrato un’eccessiva attenzione (o schiavitù) verso gli umori del momento, dei partner europei, si è più volte contraddetto su quel programma di ‘lacrime e sangue’ che fino all’ultimo giorno del suo mandato ha voluto far digerire agli italiani. Alla fine e improvvisamente, soldi che non sembravano recuperabili si potevano trovare e tassazioni che sembravano indispensabili diventavano accessorie.

Insomma, qui siamo al terzo importante ‘SE’. Se tanto il PD quanto Monti e gli altri partiti avessero saputo rinnovarsi e rinnovare la propria proposta e le proprie idee, avrebbero anticipato le promesse/proposte Berlusconiane guidando la campagna elettorale, invece di inseguire affannosamente il tentativo di fuga del PDL.

Un altro ‘SE’ molto pesante è quello legato all’arroganza o comunque, all’eccessiva sicurezza di molti partiti che, forti di una storia importante o certi di manifeste difficoltà degli avversari, si son visti troppo presto sul podio del vincitore.
In questo ‘SE’ sono caduti tutti i partiti storici e a pagare lo scotto maggiore è stata forse l’UDC il cui premier si è sempre mostrato piuttosto ondivago, pensando come avvenuto in passato, di poter rappresentare l’unico ago della bilancia tra i due litiganti, ma rischiando questa volta l’estinzione. Immagino vagamente come potrebbe sentirsi De Gasperi ad osservare quanto resta oggi dello storico partito, ormai trasformato in un cimitero degli elefanti e ad un’esile riflesso di quello che era un tempo.

Lo stesso Fini, rimasto silente fino a poco tempo prima delle elezioni, oltre che la mancanza di proposte, programma, alternativee carisma, ha pagato il pesante scotto dello storico tradimento all’ex coalizione. Insomma, come è riuscito Fini a distruggere la destra italiana credo non ci sia riuscito nessuno prima.

Per i motivi appena esaminati sono fermamente convinto che ‘SE’ i partiti storici si fossero dimostrati capaci di aggiornarsi e rinnovarsi, meno arroganti e supponenti e più coraggiosi, i risultati sarebbero stati differenti.
Per quanto irriso, sottovalutato e denigrato, il Movimento di Grillo ha infatti rappresentato l’unica alternativa alla mancanza di volontà di cambiare strada manifestata invece da tutti gli altri.
Non credo che quello a Grillo sia un semplice voto di protesta. Il Movimento 5 Stelle ha mostrato come, senza finanziamenti statali, senza carrellate televisive, ma con idee e programmi chiari e comprensibili sia comunque possibile ottenere risultati importanti.

Ancora PD e PDL non sembrano aver capito che le regole del gioco sono cambiate e iniziano ancora a ipotizzare e valutare alleanze in realtà impossibili, con un interlocutore che sta parlando una lingua completamente differente.
Purtroppo con i ‘SE’ non si fa la storia, così come non la si fa limitandosi a irridere le proposte degli avversari o la loro inesperienza. Non si vince stando solo in difesa sperando nel possibile contropiede. Oggi secondo me il popolo italiano ha dimostrato di gradire pochi semplici punti fermi, idee chiare, posizioni forti, idee e proposte nuove, entusiasmo e coraggio e possibilità di partecipazione.

Chi per primo tra gli altri partiti saprà comprenderlo e smarcarsi da schemi desueti e da storiche pastoie potrà nuovamente sperare di fare la differenza.
Purtroppo il continuo ricorso al concetto di esperienza spesso addotto dai vecchi leader per distinguersi dai nuovi interpreti della politica suona ancora  ‘di vecchio’.

Anche in questo caso starei quindi attento a sottovalutare il Movimento di Grillo relegandolo a fuoco di paglia. Potrebbe essere ancora in grado di sorprendere e in quel caso i partiti della vecchia guardia mostrerebbero ancora una volta di non aver imparato nulla dall’esperienza.

E’ una legge di natura, chi non è in grado di adattarsi alle variazioni ambientali è destinato all’estinzione. E’ l’evoluzione e dopo anni di monotonia, che piaccia o meno, qualcuno ha dimostrato che cambiare si può e ha dettato nuove regole.

 

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