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Dura la vita di noi genitori……alle prese con la Salmonella……

buoni_mensa_fumetto.jpgI presidenti dei singoli Consigli degli Istituti scolastici di Paderno Dugnano, con la finalità di fare finalmente chiarezza sulla situazione venutasi a creare con i casi di Salmonellosi registrati in alcune scuole del territorio, ha diffuso il seguente comunicato stampa.

Di particolare rilevanza la disponibilità di un contatto email da utilizzare nel caso in cui si volessero richiedere maggiori informazioni o entrare in contatto con i singoli consigli di istituto.

Dura la vita di noi genitori……alle prese con la Salmonella……

Come ben sapete, recentemente negli istituti scolastici di Paderno Dugnano sono stati registrati alcuni casi di salmonellosi. Come naturale l’evento ha creato non poca confusione e animato discussioni in merito.
Noi genitori esponenti dei consigli di istituto abbiamo registrato i comportamenti più disparati: chi ha tenuto a casa il figlio da scuola e lo ha messo in quarantena anche senza sintomi, chi ha cancellato ogni impegno mondano, chi neanche sa cosa è successo e chi continua a mandare il figlio a scuola anche se non sta proprio bene.
In questi giorni accade di tutto.
Le istituzioni preposte, Asl e Comune in primis, non sono materialmente in grado di fornire nell’immediato una risposta esauriente sulla questione perché il protocollo impone di concludere la fase di indagine per cercare di individuare la possibile iniziale fonte di contagio.
Vorremmo tutti avere una risposta subito che ci dica da dove è arrivato questo temibile germe e quando se n’è andato.
Purtroppo non è possibile. Nessuno di noi ha la risposta giusta adesso. Fino a quando non sarà identificata con precisione la fonte del contagio, tutte le ipotesi restano valide e non è possibile esprimersi definitivamente a favore di una ipotesi piuttosto che dell’altra.
Quello che conta però, ora, è arginare il contagio. In questo sforzo siamo tutti coinvolti:
– la asl ha dato indicazioni operative alle scuole e sta conducendo l’indagine epidemiologica;
– le scuole devono intensificare le operazioni di pulizia e disinfezione. Curare che i bambini si lavino le mani prima di maneggiare il cibo o prima e dopo essersi recati ai servizi igienici.
Nel nostro ruolo di collettori di informazioni abbiamo sentito di maestre all’asilo che, armate di guanti e disinfettante, assistono i bambini nei bagni, di maestre che hanno sfruttato l’occasione per abbozzare lezioni di microbiologia e di igiene, abbiamo sentito di bagni finalmente forniti di saponi (acquistati dai genitori), messi tutti in fila con l’etichetta della classe di appartenenza, dell’organizzazione di compiti e ruoli di chi deve tenere il sapone e chi la carta. La scuola, insomma, si è mossa, non possiamo negarlo, però, anche qui il lavoro grosso lo dobbiamo fare noi genitori.
La diffusione dell’infezione avviene per via oro/fecale quindi sostanzialmente saliva. Questo vuole dire che portarsi alla bocca le mani dopo essere stati ai servizi igienici o dopo aver toccato diverse superfici può causare il diffondersi dell’infezione, così come il bere da rubinetti o fontanelle portando la bocca a contatto dell’erogatore.
Le buone norme di igiene personali che prevedono di lavarsi le mani prima di maneggiare il cibo o prima e dopo essersi recati ai servizi igienici possono contrastare efficientemente il diffondersi del contagio.
Questa la regola, ma, come la mettiamo con l’applicazione pratica?  Tutti quanti ci chiediamo come possibile controllare i bambini che vanno in bagno alle primarie, sebbene ben istruiti dalle maestre?
Chiariamo innanzitutto che non è prevista la chiusura della scuola.
Le potenzialità di diffusione e contagio da parte della Salmonella sono significativamente inferiori a quelli di una comune influenza, per cui l’isolamento dei singoli casi o la chiusura dei singoli istituti viene considerata una contromisura eccessiva rispetto alla reale portata del fenomeno e al risultato finale effettivamente ottenuto.
Tuttavia ricordiamo che è con le scariche diarroiche che il malato espelle il germe. Quindi è opportuno che tutti i bambini che presentano ancora fenomeni di diarrea non rientrino a scuola. Se lo fanno espongono al contagio la comunità.
Nessuno ci obbliga a tenerli a casa, nessuno ci richiamerà per imporci di riportare il bambino a casa (a meno che stia male). E’ nostra responsabilità farlo. E’ il nostro contributo alla causa, oltre a quello di sensibilizzare il bambino sulle basilari norme igieniche.
In quest’opera di contenimento del contagio è nostro dovere anche  segnalare tempestivamente all’Asl di competenza l’insorgere di eventuali casi d’infezione. Ciò permette loro di poter condurre efficacemente le indagini. La asl ci garantisce il diritto alla privacy.
Se tutti quanti osserviamo queste regole basilari, possiamo evitare quelle situazioni fastidiose, che si stanno iniziando a creare, di sospetto e discriminazione rispetto ai bambini che sono guariti. Cerchiamo quindi di evitare comportamenti persecutori nei confronti dei bambini o dei genitori … “ma perché è tornato a scuola? … ma io l’ho baciato?? … la settimana scorsa era a casa mia…”. Con questi atteggiamenti non aiutiamo a risolvere il problema e contribuiscono ad avvelenare un clima che è già abbastanza teso. Armiamoci invece di buon senso e di quella solidarietà che i genitori sanno sfoderare nel momento del bisogno.
In ogni caso per cercare di chiarire la situazione e fornire importanti nozioni di base, i presidenti del Consiglio degli istituti scolastici del territorio, oltre a monitorare costantemente la situazione e confrontarsi con le istituzioni e le rappresentanze dei genitori, hanno interpellato biologi ed epidemiologi per potervi fornire un quadro dettagliato ed esauriente del fenomeno.
La salmonellosi è causata da un batterio e quindi a differenza di sindromi virali come l’influenza, è curabile con i normali antibiotici anche se, normalmente se ne sconsiglia il ricorso lasciando evolvere la patologia fino al suo naturale esaurimento.
E’ vero che in caso di ricovero ospedaliero è previsto l’isolamento per preservare dalla patologia altri pazienti debilitati, mentre la cura effettuata a domicilio prevede semplicemente l’adozione rigorosa da parte dei famigliari delle normali pratiche di igiene personale.
Il totale di casi attualmente registrati sul territorio non è costituito solamente dai primi generati dall’iniziale fonte di contagio ma comprende anche eventuali contagi successivi causati dal contatto dei primi con altri soggetti. Questo implica che l’iniziale fonte di contagio potrebbe non essere più attiva e a maggior ragione l’adozione rigorosa delle normali pratiche di igiene personale potrebbe contribuire significativamente all’estinguersi o comunque al contenimento della diffusione dell’infezione.
La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario).

I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati (ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore) e si protraggono per 4-7 giorni. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero.

L’infezione si trasmette per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate o per contatto, attraverso la manipolazione di oggetti o piccoli animali in cui siano presenti le salmonelle. I principali veicoli di trasmissione della salmonella sono rappresentati da:
• alimenti
• acqua contaminata
• piccoli animali domestici.
Gli alimenti contaminati rappresentano uno dei veicoli più importanti di diffusione dell’infezione nell’uomo. Tuttavia, per poter causare la malattia è necessaria la colonizzazione massiva dell’agente patogeno nell’alimento prima dell’ingestione.

La contaminazione degli alimenti può avvenire al momento della loro produzione, durante la preparazione, oppure dopo la cottura a causa di una manipolazione non corretta degli alimenti.

In particolare, sono da considerarsi alimenti a rischio:
• uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova
• latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere)
• carne e derivati (specialmente se poco cotti)
• salse e condimenti per insalate
• preparati per dolci, creme
• gelato artigianale e commerciale
• frutta e verdura (angurie, pomodori, germogli di semi, meloni, insalata, sidro e succo d’arancia non pastorizzati), contaminate durante il taglio.
Veicoli dell’infezione sono anche superfici e utensili, e qualsiasi alimento manipolato da persone infette, con scarsa attenzione all’igiene personale.

Nella maggior parte dei casi, l’infezione da salmonella si presenta in forma lieve e si risolve da sola nel giro di pochi giorni. In questi casi il consiglio è di non contrastare il fenomeno diarroico, poiché è il naturale meccanismo di difesa usato dall’organismo per espellere i germi. Fate attenzione in questo momento alle norme igieniche, perchè il rischio di contagio è forte. Di norma per la salmonella è sufficiente adottare una terapia di supporto: somministrazione di soluzioni orali reidratanti (che servono per compensare l’acqua e i sali persi con il vomito e la diarrea), fermenti lattici e probiotici.
Con l’impegno a fornire tempestivamente ulteriori aggiornamenti sull’evolversi della situazione, i singoli presidenti dei Consigli di Istituto si rendono disponibili al seguente indirizzo padernoscuole@gmail.com per fornire ulteriori dettagli o agire da tramite nei confronti delle istituzioni

I Presidenti dei Consigli d’Istituto

Barbara Calza (Istituto comprensivo Croci)
Stefania Lampedecchia (Istituto Comprensivo Fisogni)Stefano Mora  (Istituto comprensivo Allende)
Massimo Negrisoli (Istituto comprensivo De Marchi)

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