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Democrazia cercasi

Ricevo da Silvana Cracano, esponente locale del Movimento 5 Stelle il seguente contributo che pubblico volentieri in quanto riprende un argomento che sto cercando di approfondire in questo periodo: La Democrazia. Avevo già affrontato di sfuggita l’argomento (qui), trovando triste conferma a quanto si evidenziava nel post, nella scarsa partecipazione dedicata alla discussione. Tornerò sull’argomento prendendo spunto anche dalle dichiarazioni di Silvana, alla quale lascio subito la parola, in quanto noto con piacere che è afflitta dalla mia stessa propensione alla logorrea 😉

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Democrazia cercasi 

Lo spettacolino della politica italiana dell’estate 2010 è davvero un bijoux. Finiani che riesumano parole ormai morte e sepolte da decenni come “legalità” e “questione morale”, parlamentari trasformati in mercenari-servi del padrone che offre di più per salvare il non più salvabile, inciuci bipartisan per il controllo del CSM con il piazzamento del neo vice-presidente (al quale, solo per essere esponente dell’UDC, al pari di un certo Cuffaro, chiedo come possa rappresentare qualsivoglia potere giudiziario italiano), pd-ellini sempre più lanciati verso affermazioni fantasiose e divertenti senonché completamente inutili per il nostro Paese, logge massoniche che non riguardano “quattro sfigati in pensione”, ridicole strategie politiche dell’astensione contro il sottosegretario alla Giustizia Caliendo travestite da serie e complesse riflessioni politiche volte al mantenimento di equilibri per il Paese.

Non ci facciamo mancare proprio nulla in questa estate 2010, ci sono anche indagati, processati, condannati, ci sono le sparate di Bossi, c’è un ministero scoperto perché lo sviluppo economico italiano possa essere gestito alla Berlusconi. E per chi è lombardo come me, nata e residente a Paderno Dugnano, l’estate diventa davvero “top”: “un summit mafioso sotto casa, arresti di ‘ndranghetisti ovunque, cugini mafiosi dell’attuale presidente del Consiglio Comunale di Paderno, Formigoni che oggi farà votare una delibera per la privatizzazione dell’acqua lombarda, in barba al milione e mezzo di firme raccolte (lo stesso Formigoni illegittimo e che viene ascoltato dai pm perché sembra abbia usufruito dei servizi offerti dalla nuova loggia P3 per far riammettere la sua lista elettorale alle scorse regionali).

Insomma un bel quadretto di cui andare fieri.

Pochi hanno le idee chiare. Il Movimento 5 Stelle le ha chiarissime, le ha sempre avute chiare, non solo ora ma già da anni, già dai tempi dei V-Day. Per questo motivo offriamo il nostro contributo per uscire da questo impasse politico tutto italiano: la nostra proposta ormai vecchia di 3 anni. Proposta che da 3 anni attende di diventare legge ad iniziativa popolare.

Quando al primo anno di università iniziai a seguire le lezioni di diritto pubblico il docente non si preoccupò poi molto di spiegare che il Parlamento ha l’obbligo di eseguire ciò che il popolo legittimamente chiede. Ecco perché vorrei chiedergli (e lo chiedo anche ai due Presidenti delle Camere) come sia possibile che una proposta del popolo italiano venga tenuta nel cassetto per ben 3 anni (proposta legittimamente depositata nel settembre 2007) e che, se trasformata in legge, risolverebbe le spinose questioni di questi valzer politici estivi.

E’ bene dire con trasparenza infatti che:

  • se in Parlamento non ci fossero criminali,
  • se in Parlamento non ci fossero professionisti della politica e della campagna acquisti degli elettori per garantirsi l’unico lavoro svolto da tanti politici italiani,
  • se in Parlamento ci fossero persone scelte direttamente dagli italiani,non avremmo assistito ad anni di occupazione illegale delle nostre istituzioni e avremmo avuto qualcuno che potesse finalmente occuparsi dei numerosi e gravi problemi dell’Italia.

E’ bene dire con trasparenza che questa nostra proposta eviterebbe il formarsi di sacche di potere tanto care ai nostri politici. Sacche di potere rincorse invece oggi e mire/obiettivo di tutti questi scempi politici italiani che distolgono ormai da decenni l’attenzione verso il bene collettivo, lasciando andare alla deriva il nostro splendido Paese.

E’ bene dire con trasparenza che la criminalità organizzata per radicarsi e fiorire necessita di personaggi con ampi poteri consolidati nel tempo. Fatica e annaspa se si ritrova di fronte semplici cittadini prestati temporaneamente alla politica, guidati solo dalla passione e dall’amore per il proprio Paese.

E allora oggi più che mai, dopo aver toccato il fondo di questo lercio barile della politica italiana, ho voglia di chiedere ai due Presidenti delle Camere (ed anche al Presidente della Repubblica) di spingere qualcuno a tirare fuori dal cassetto la nostra proposta, primo passo necessario (ma non sufficiente) per dare aria ad un Parlamento morente.

Se poi un Governo tecnico:

  • prometterà di fermare il debito pubblico evitando la stampa di BOT (il nostro debito pubblico ammonta a 1.800 miliardi ed entro fine anno sono in scadenza 110 miliardi da rimborsare),
  • se prometterà di revisionare la troppo blanda legge per la risoluzione dei conflitti d’interesse (che permette oggi a Berlusconi di essere autoreferenziale, un despota in un Paese che gli permette di essere Primo Ministro e uomo di comando, in maniera diretta e indiretta, di fondamentali settori industriali, di informazione, di comunicazione, assicurativi, bancari, etc.)
  • se prometterà di cambiare la legge elettorale che non consente la scelta libera e democratica di chi ci rappresenta in Parlamento,

bene, allora, con queste nuove regole del gioco e con un Parlamento svuotato dalle mele marce che hanno rovinato il nostro Paese, allora sì che si potrà votare con la speranza di un futuro migliore.

Ad armi pari (quasi) si inizierà seriamente a valutare chi è davvero interessato a governare l’Italia per il bene degli italiani.

Con queste premesse le campagne elettorali si giocheranno sui contenuti di programma (come il nostro, ricco e denso).

Con queste premesse verrebbero danneggiate seriamente quelle barriere alla partecipazione diffusa dei cittadini alla vita politica del Paese, barriere oggi ancora solide grazie all’inutilità della legge Frattini e grazie alle ormai numerosi leggi ad personam.

Con queste premesse si riaprirebbe il dibattito pubblico e ne guadagnerebbe la libera informazione pubblica, linfa vitale per un voto democratico.

Con queste premesse il Parlamento tornerà a rappresentare il potere legislativo italiano così come mi insegnarono anni fa all’Università.

Noi non molleremo mai.

Silvana Carcano

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