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Dalle reti neurali al Movimento 5 Stelle?

Da tempo mi interrogo sull’identità, finalità e modus operandi del neo Movimento 5 Stelle. Bene o male le finalità sono abbastanza chiare e si basano sui 5 obiettivi guida. Altrettanto chiara la totale avversione alla politica tradizionale che identificano come ‘La Casta’. Bene o male ho recepito anche il concetto che uno vale uno. Confesso comunque che su molte questioni le idee mi rimanevano confuse anche perché ho sempre visto una grande agitazione, interventi lunghissimi più o meno puntuali e, diverse raccomandate spedite a destra e a sinistra alle varie istituzioni per richieste che spesso non hanno ricevuto risposta.

Insomma fumo tanto ma fatico ancora a intravvedere l’arrosto. Al momento l’unico risultato di un certo spessore che mi è rimasto è quello del corteo organizzato dai comitati No Inceneritore e Interramento Rho-Monza, in occasione del quale il Movimento 5 Stelle è riuscito a garantire la presenza del proprio leader carismatico.

Finalmente, una recente e inattesa occasione mi ha fornito una descrizione più dettagliata del meccanismo/modello che governa e genera le azioni del movimento dei grillini e sinceramente, se corrisponde a realtà, mi lascia un po’ dubbioso. L’occasione in questione è stata fornita da una ‘Lettera Aperta’ che la militante locale del movimento Silvana Carcano ha inviato in risposta a Gianni Rubagotti (promotore dell’Osservatorio sui quartieri e del Gruppo per la riqualificazione della Chiesetta del Pilastrello) il quale, avendo constatato la personale incompatibilità con il sistema organizzativo del movimento ha visto spegnersi l’iniziale entusiasmo e si è allontanato dalla proposizione di idee al meetup al quale si era iscritto per valutare l’esistenza di interesse da parte del Movimento.

Poiché mi sono imbattuto nella copia della lettera presente sul gruppo FaceBook del movimento, pubblicata da Gianni Rubagotti e non sono riuscito in alcun modo a trovarne traccia sul Meetup di riferimento, la pubblico con beneficio di revisione, chiedendone una verifica di aderenza a quanto da lei pubblicato direttamente a Silvana Carcano. L’assenza di smentite o precisazioni sulla pubblicazione FB dovrebbe garantirne il contenuto, in ogni caso come al solito, ampia disponibilità a repliche o precisazioni.

Sui dubbi personali che sono nati dopo la lettura del documento tornerò invece in seguito in un apposito post per non allungare ulteriormente l’attuale. In ogni caso, sempre più forte è l’impressione che il fumo sia tanto e non è detto nasconda un arrosto 😀 Vero è che dal Caos nacque il Creato.

Di seguito il testo della Lettera Aperta:


Oggetto: LETTERA APERTA: la tua disiscrizione al MU Paderno 5 Stelle
Data: Martedì 18 gennaio 2011, 20:08
Ciao Gianni,
ho letto con dispiacere la tua disiscrizione da Paderno 5 Stelle dopo la “particolare” serata di ieri del Gruppo Nord Milano 5 Stelle.
Ma non sono solo dispiaciuta, sono anche rimasta molto sorpresa.
Tra le tue motivazioni accenni al fatto che senti di non essere allineato al Movimento 5 Stelle.
Vedi, come M5S abbiamo poche certezze ma su una cosa sono ben certa, ed è il motivo per cui io sono attivista di questo Movimento, nonostante tutto.
Questo Movimento è una sorta di cervello pieno di neuroni, una corteccia cerebrale con neuroni tutti connessi tra di loro. Ogni persona si trasforma in una possibile idea, in un’attività, in una parte di programma. A volte le sinapsi funzionano alla grande, una rete perfettamente funzionante che fa scattare sull’attenti e ottiene il risultato che tutta la corteccia cerebrale deve raggiungere. A volte però avviene il cortocircuito e una parte del cervello si blocca, come impantanato.
Ma rimane il fatto che quel cervello è un materiale plastico che necessita di lavorìo continuo e forzato per plasmarsi, maturare, crescere, far agire tutti i suoi neuroni sotto un’unica nota, come uno strumento musicale all’interno di un’orchestra.
Questa libertà neuronale non la potrai mai trovare in un partito classico, in cui qualcuno comanda e un altro esegue. Anzi, ultimamente mi viene da dire, un pò volgarmente, dove qualcuno scoreggia e altri respirano il tanfo aspettando in cambio la gratificazione per tale schifoso gesto servilistico.
Questa libertà neuronale significa che nessuno conta più di altri (uno vale uno significa che nessuno vale più di un altro) se non nel momento in cui riesce a far andare in cortocircuito una parte del cervello plastico. Bene, ciò che serve allora, se condividi il nuovo modo di rapportarsi alla politica, è supportare a spegnere il cortocircuito e far tornare ad agire con efficienza ed efficacia la plasticità cerebrale.
Io ancora oggi, anzi, oggi ancor più di ieri e di ieri l’altro, sono convinta che dobbiamo agire in prima persona all’interno della politica ma fuori da quello schema che ha reso il cervello umano svuotato di contenuti, che l’ha indurito con la televisione e la mediocrità dei partiti. Una politica fatta da ex-neuroni trasformati in marionette che aspettano che la gerarchia partitica decida cosa fare.
No, Gianni, preferisco discutere animatamente, prendermi anche qualche insulto, essere minacciata, sbattere la testa per intere serate senza trovare unicità d’intenti, ma poter dire di far parte di un gruppo in cui tutti, NESSUNO ESCLUSO, può fare la sua parte dal giorno t= 0, senza cercare di far carriera con il qui pro quo.
E’ il nostro punto di forza ed è, al tempo stesso, la nostra debolezza. Ed è soprattutto faticoso: quando hai un’idea non trovi un “capo” gerarchico che te la promuove con i soldi rubati agli italiani. La devi realizzare tu, con le tue forze, con la tua energia (ce ne vuole tanta, sì!) e con l’appoggio della rete se la tua idea ha avuto l’appoggio della corteccia cerebrale.
Che c’è di meglio in questo periodo di degrado assoluto di un cervello che vuole funzionare a dispetto dei continui tentativi di lobotomizzazione?!?!?
Scusa la lunga mail. E scusa se è aperta. Ho comunque tutelato la privacy di tutti.
Grazie ancora.
Ciao
Silvana Carcano

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