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Comunicati i marchi delle mozzarelle al ‘Puffo’

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Il Ministero della Salute ha reso noto il nome della ditta produttrice delle mozzarelle che cambiavano colore diventando blu, oltre all’elenco dei marchi con i quali le stesse venivano distribuite.
Poichè è emerso che alcuni punti vendita che distribuivano i marchi incriminati sono presenti in numero significativo sul nostro territorio e considerato che in molteplici occasioni ho ricevuto conferma che sono frequentati abitualmente da numerosi nostri concittadini, ho ritenuto opportuno riportare qui la notizia.

Le marche oggetto di sequestro sono le seguenti:

Fattorie Torresina
Land
Lovilio

Malga Paradiso
Monteverdi
Mozzarella LD

tutte prodotte in Germania dalla ditta Milchwerk Jager Gmbh & Co.In particolare, «Land» (venduto da Eurospin), «Lovilio» (venduto da Lidl) e «Malga Paradiso» (venduto da MD discount).

In attesa dell’esito dell’ispezione decisa dalla Commissione Europea e dell’elenco dei prodotti che sono stati inviati dallo stabilimento in Italia, il Ministro invita i consumatori a verificare l’etichetta di mozzarelle che avessero già acquistato al fine di evitare il consumo di quelle provenienti dallo stabilimento indicato.

Per rimanere aggiornati è possibile collegarsi al sito del Ministero: QUI

«In una situazione in cui circa la metà della spesa degli italiani è anonima, con l’acquisto di prodotti per i quali non è obbligatorio indicare in etichetta la provenienza, è importante inserire tra le ‘priorita» del Governo le misure di tracciabilità che consentano anche al consumatore di individuare tempestivamente l’origine dei prodotti«. È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

L’organizzazione di categoria fa inoltre osservare che “metà delle mozzarelle in vendita nel nostro Paese sono fatte con latte straniero o addirittura una su quattro con cagliate industriali (semilavorati) provenienti dall’estero.”, quindi secondo Coldiretti “l’operazione dei Nas fa dunque luce su un fenomeno che inganna consumatori e allevatori italiani e mette a rischio la salute dei cittadini.”

“Dalle frontiere italiane sono passati in un anno”, sostiene ancora Coldiretti, “ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi all’insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori. Il risultato è che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri, mentre la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero: ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta.”

In particolare, l’ADUC, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, fa notare un particolare importantissimo.

Come mai la scoperta, quella della colorazione blu, è stata fatta da una consumatrice e non dalle strutture sanitarie e di controllo italiane od europee; il che lascia qualche dubbio sulla capacità delle autorità pubbliche di prevenire fenomeni di adulterazione alimentare. Insomma, cosa mangiamo ogni giorno che non dovremmo? E perché chi dovrebbe accorgersene non se ne accorge?

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