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Comunali 2011:Se Atene piange, Sparta non ride

Un’altra verifica elettorale è passata e sinceramente questa, compresi gli strascichi inevitabili dei ballottaggi mi sembra sicuramente più significativa di molte altre, come per esempio le ultime regionali del 2010 e soprattutto se riletta in chiave locale.

Sinceramente, a differenza di molti, non mi stupisco di quanto avvenuto a Milano, situazione che anticipavo e auspicavo già in un altro mio post in tempi non sospetti (QUI). Il sunto veloce al di là dei vari trionfalismi, depressioni, ripensamenti, mugugni e altre varie espressioni di giubilo e delusione, è che i principali schieramenti politici nazionali hanno preso due sonore scoppole: uno a nord e uno a sud.

La Lega che sicuramente dopo quanto avvenuto alle regionali, sotto sotto sperava di fare definitivamente il pieno ne è uscita significativamente ridimensionata. FLI si è dimostrata il vago riflesso di quello che una volta erano state le varie compagini guidate da Fini e si trova a competere con forze politiche di recente costituzione come quella dei Grillini. Soprattutto, al centro non è stata selezionata uniformemente un’unica forza politica sulla quale sono confluiti i voti dei moderati, dei delusi e dei contestatori.

Insomma, il messaggio generale mi sembra piuttosto chiaro: la gente si sta stufando e chiede alla politica di smetterla con le risse e di iniziare concretamente a lavorare per risolvere i problemi del paese, compito per il quale sono stati messi dove sono e per il quale vengono pagati. Come dire…partiti avvisati mezzo salvati 😉

Per gli interessi locali invece, come auspicavo nel precedente post, il segnale dato e l’eventuale e sempre possibile uscita di scena di Donna Letizia, potrebbe aprire una serie di interessanti scenari. Come prima cosa, dopo l’eventuale conquista della metropoli verrebbe naturale all’opposizione di governo partire alla conquista delle periferie che già in alcuni casi, come a Senago, hanno dato segni di insofferenza e instabilità. Per contrastare il fenomeno alla maggioranza non resterebbe quindi che consolidare le posizioni già conquistate e per fare questo, l’unica possibilità resta quella di iniziare finalmente ad ascoltare e  conquistare cittadini e quindi voti.

A quel punto ogni singola città dell’hinterland diventa strategica e non cedibile. Vedremo quindi se con la vicenda Rho-Monza, inceneritore ed altre amenità il centrodestra accetterà il rischio di perdere anche Paderno. Inoltre, nel momento in cui nel muro di gomma della filiera monocromatica costituita in Lombardia da metropoli, Provincia e Regione si apre una crepa costituita dal cambio di guida a Milano, sarà sempre più difficile per gli ormai stranoti personaggi di questi enti coinvolti nelle vicende padernesi continuare a suonarsela e cantarsela senza nulla far trapelare.

Infine, dopo tante teorie un esponente dell’opposizione dovrebbe dimostrare nei fatti che le idee, le soluzioni e le proposte del proprio partito di riferimento sono effettivamente valide, applicabili e migliori di quelle del centrodestra. Insomma, un’ottima cartina tornasole per gli elettori moderati in vista delle future prove elettorali.

Leggevo oggi le dichiarazioni a caldo del sindaco Alparone sul risultato delle votazioni a Milano. Se non si tratta solo di parole ma si concretizzeranno in fatti vorrà dire che il messaggio gli è giunto chiaro e forte. Da oggi infatti fossi nei suoi panni partirei con l’idea che non si trova più ad operare in una città che deve semplicemente amministrare ma in un territorio che deve riconquistare. Non sono infatti tanto convinto che se si tornasse oggi a votare per le comunali, a Paderno Dugnano il risultato sarebbe scontato.

Per tornare infine velocemente ai risultati di Milano mi restano due domande, una per parte. Per quanto riguarda il PDL mi chiedo se il coinvolgimento diretto di Berlusconi abbia effettivamente giovato alla Moratti e se questa non avrebbe invece ‘vinto facile’ in caso contrario. Per quanto riguarda il PDL mi chiedo invece se senza l’intervento di Vendola sarebbe stato in grado di proporre un candidato altrettanto valido in grado di ottenere lo stesso risultato.

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