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Comitati o Consigli? Purché stavolta ci credano davvero

Come anticipato nel post precedente, relativo alla ‘riscoperta’ del centrosinistra locale dell’idea dei ‘Comitati di Quartiere’, in sostituzione agli ormai eterei ‘Consigli di Quartiere’ privati anche del diritto di parola in quanto idealmente ridotti a organi aziendali soggetti a rigorose direttive, pubblico di seguito una breve intervista a Gianni Rubagotti, ideatore dell’Osservatorio sui Consigli di Quartiere.

L’intervista nasce da un’iniziale perplessità di Gianni sull’idea dei Comitati di quartiere, già immaginata e approfondita tempo fa e, pubblicata sull’Osservatorio PGT di Fabrizio Allegro, il quale all’epoca si era mostrato altrettanto scettico.Scopriamo il perchè.

1) Gianni, recentemente il centrosinistra ha ripreso l’idea dei comitati di quartiere già emersa e discussa all’interno dell’Osservatorio sui Quartieri. Sul tema mi sembrava che nutrissi delle perplessità. Perchè?

Innanzitutto sono contento che il PD (non mi risultano dichiarazioni dell’Italia dei Valori) si occupi della questione, non mi ricordo dichiarazioni ufficiali sul tema nonostante il primo consiglio di quartiere trovato chiuso risalga al settembre scorso. Credo che Figus (che mi sembra sia un ex-consigliere di quartiere) conosca bene il problema.
Le mie perplessità contano poco, il punto da cui si dovrebbe partire è che la maggioranza di centrodestra di questo comune ha una grande parte di responsabilità per i problemi dei consigli di quartiere, ma non tutta.
Credo che in tutti i consigli di quartiere ci siano consiglieri dell’opposizione. Ho deciso di chiudere l’esperienza dell’Osservatorio, piccola ma capace di far uscire più volte il problema sulla stampa locale, di fronte al contatto con consiglieri dell’opposizione che invece di controllare aspetti fondamentali come l’effettivo svolgersi degli incontri pubblici o la pubblicazione dei verbali sul sito sono rimasti in silenzio sul tema.
La mia sensazione era che anche le forze che si oppongono a questa maggioranza non credessero più a consigli eletti ma poi privi di ogni potere.

2) Come dovrebbe eventualmente essere ripensata l’idea dei Comitati di Quartiere per funzionare oppure cosa potrebbe essere un’alternativa maggiormente valida e funzionale?

Sinceramente non lo so, non sono così sicuro che lo strumento Consiglio di Quartiere vada buttato, perché qualunque strumento di questo tipo di fronte al disinteresse e alla disillusione dei suoi membri rischia di non funzionare.
Forse una strada che si potrebbe provare è, dalla prossime elezioni comunali, chiudere i Consigli di Quartiere e provare a trasformare le loro sedi, in via sperimentale, in luoghi dove consiglieri comunali si alternano per ascoltare i problemi della cittadinanza.
I consiglieri comunali hanno un potere più forte di quelli di quartiere e hanno anche l’interesse a un forte contatto sul territorio anche per guadagnare le preferenze per essere rieletti.
Purtroppo non mi pare che la legge elettorale per i comuni ci venga incontro, infatti se in altri paesi questo tipo di leggi elegge i consiglieri in collegi che coincidono con i quartieri creando un legame tra il consigliere comunale e la parte di città che lo esprime in Italia il collegio elettorale per i comuni mi risulta unico in tutto il comune. In sostanza un quartiere in teoria potrebbe non avere eletti.
Una strada che sarebbe praticabile da subito sarebbe invece tenere i consigli di quartiere fuori dalle loro sedi, per valorizzarli e farli conoscere. Se la gente non va al quartiere perché non tenere almeno una riunione del consiglio di quartiere in un oratorio?

3) Tra le ipotesi valutate dal centrosinistra per sbloccare la stasi dei consigli di quartiere avevano valutato il ritiro dei propri consiglieri per far decadere l’istituzione. Non l’hanno fatto per paura che il centrodestra gli attribuisse il fallimento dell’esperienza dei consigli di quartiere. Cosa ne pensi? Avrebbero dovuto dare la spallata o avrebbero dovuto agire altrimenti, come per esempio svolgere coerentemente un’azione costruttiva di opposizione evidenziando cosa non funzionava?

Mi sembra che Figus abbia inteso dire che non lo hanno fatto perché il centrodestra avrebbe considerato l’uscita delle opposizioni dai consigli di quartiere la causa e non l’effetto del fallimento dei consigli stessi. Non discuto anche se mi lascia un po’ perplesso l’idea che l’opposizione agisca non in base a quanto ritiene giusto ma in base a cosa potrebbe pensare la maggioranza. Che per sua natura difficilmente la applaudirà.
Secondo me dobbiamo partire dalla realtà concreta: i consiglieri di quartieri non sono pagati, sono privi di potere e il modo di intendere i quartieri del centrodestra nei fatti ha fortemente svuotato il loro ruolo.
In questo quadro le dimissioni di massa di tutti i consiglieri di quartiere dell’opposizione potevano essere un modo di togliere a questi il peso di un impegno politico con poca possibilità di incidere nella realtà locale, lasciandoli liberi di destinare più tempo alla politica fatta fuori dalle sedi istituzionali. Si potrebbe obiettare che come consiglieri di quartiere hanno più potere di un semplice cittadino nel segnalare un problema…ma non so poi nei fatti quanto sia vero, a me a volte viene da pensare il contrario

4) Un tuo parere sulla non intervista concessa dai presidenti di quartiere alla giornalista de Il Notiziario. Praticamente una conferma di quanto da sempre l’osservatorio ha cercato di portare in evidenza?

Non ho letto l’articolo, ho letto la segnalazione di Giuranna sul blog di Arcari.
Ti dò una piccola notizia.
Il 26 giugno scorso ho scritto a ogni singolo consigliere di quartiere chiedendo notizie sull’evento di fine minimandato che si sarebbe dovuto tenere in luglio.
Infatti ho scoperto leggendo un post di Giuranna sul suo blog che poco dopo l’insediamento il Sindaco Alparone aveva disposto la creazione di un Coordinamento dei quartieri con Presidenza a rotazione da parte dei Presidenti di quartiere (il comunicato stampa originale è consultabile sul sito del comune a http://www.comune.paderno-dugnano.mi.it/binary/paderno_dugnano/comunicati_stampa/paderno_quartieri_2_.1256901428.pdf ). Ogni Presidente ricopriva la carica per un minimandato al termine del quale si sarebbe dovuto tenere un evento pubblico.
Dato che il comunicato è del 2009 e siamo nel 2011 chiedevo notizie anche su quello che era stato fatto.
Nessun Presidente ha risposto ma ho ricevuto una mail da Zaira Delizi che mi ha mandato il comunicato di stampa di cui sopra.
Le ho chiesto allora se avesse notizie degli eventi di fine mandato, Lei mi ha risposto chiedendomi di che si trattasse.
Questa è la mia risposta del 28 giugno scorso

“mi rifaccio al comunicato

“Al termine di ogni “mini-mandato” verrà organizzato, nel Quartiere che termina la
presidenza, un evento che mira a coinvolgere tutta la cittadinanza.” (pagina 2, dodicesima riga del pdf da Lei inviato)”

Attendo a oggi (siamo a fine luglio) la risposta della consigliere Delizi.
Ma, ripeto, il punto non è solo questo.
In questi quasi 2 anni dall’istituzione di un organo che probabilmente dopo un “lancio promozionale” ben riuscito è caduto nel dimenticatoio quali sono state le reazioni dell’opposizione? Bene o male in questi ultimi 12 mesi ho monitorato blog e informazione locale sul tema e non ho visto nulla. Se qualcuno mi vuole correggere potrò compilare meglio il dossier che raccoglierà e chiuderà l’esperienza dell’Osservatorio dei quartieri.

Comunicato stampa Comunale

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