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Basta con il gioco delle parti

Due notizie apparentemente distinte eppure strettamente interconnesse tra loro e particolarmente significative se interpretate in chiave locale.

La prima notizia è relativa alla recente tirata di orecchie del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a maggioranza e opposizione e racchiusa in tre semplici ma potenti dichiarazioni:”Possibile che si sia esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva delle questioni…”,”Possibile che da parte delle forze di opposizione, ogni criticità della condizione attuale del Paese sia stata ricondotta a omissioni e colpe del governo, della sua guida e della coalizione su cui si regge?”, “ci sono limiti da superare nel senso di proiettarsi pienamente oltre approcci legati a pur legittimi interessi settoriali.”.

In soldoni: la maggioranza ‘ha nascosto la gravità della situazione’, l’opposizione ‘non ha fatto altro che addossare tutte le colpe agli avversari’ e in generale ‘il prevalere dei calcoli di parte sta diventando veramente insostenibile’.

La seconda notizia è relativa all’approfondimento di un giornalista de Il Giorno a firma E.M che a seguito dell’annuncio dell’investimento di sei miliardi per la realizzazione delle tre nuove autostrade Bre.Be.MI, Tem e Pedemontana analizza il ruolo dei comitati cittadini. Scrive E.M: “[…] Sono gli irriducibili del fronte del no, quelli che si oppongono a qualsiasi opera stradale impattante. Non lo fanno per partito preso. Lo fanno perchè sono convinti che la mobilità – compresa la velocità e la qualità della vita – non passi più dal’asfalto, bensì dalle rotaie. […] Al loro fianco hanno i partiti politici della cosidetta sinistra radicale del cui appoggio possono essere certi, quasi sempre. [ndr segue un veloce resoconto di come destra e sinistra siano stati corresponsabili nella storia delle tre autostrade] […] Fanno bene i comitati, allora a non fidarsi dei partiti? Loro, gente di ogni età e di ogni estrazione, non si dividono fra destra e sinistra. Si limitano a dire no a un opera, senza se e sanza ma. Intransigenti? Può darsi. Però di certo disinteressati e lontani dai giochi di potere. […] Combattono con i mezzi che hanno. In primis, la raccolta firme. […] manifestazioni sotto i palazzi delle istituzionie gruppi su Facebook con centinaia di iscritti. Eppure è tutto inutile. […] I sindaci all’inizio, stanno dalla loro parte. Poi, la maggior parte delle volte, dicono si alle strade in cambio di soldi e opere pubbliche, chiamate pomposamente ‘mitigazioni ambientali‘ e spacciate per grandi risultati a favore della collettività. In realtà è soltanto un gioco delle parti. Che si ripete all’infinito, sempre identico.”

Sto studiando per raggiungere la capacità di sintesi, quindi non aggiungo molto altro se non poche tracce di riflessione. Per quanto riguarda la prima notizia, in ambito locale la minimizzazione iniziale di rischi come inceneritore, Rho-Monza e altri argomenti ricorda qualcosa? La critica ad oltranza a qualsiasi azione dell’attuale amministrazione? La mancanza di dialogo e convergenza? La prevalenza di ideali e ideologie a scapito degli effettivi interessi cittadini?

Che dire? Bravo Giorgio, anche a Paderno Dugnano servirebbe la capacità e il coraggio di “…proiettarsi pienamente oltre approcci legati a pur legittimi interessi settoriali“.

Per quanto riguarda la seconda notizia, non c’è purtroppo necessità di aggiungere molto altro, ognuno in coscienza faccia le proprie considerazioni e tutti, si segnino i passaggi evidenziati dall’approfondimento di E.M.

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