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Anche il centrosinistra padernese converge sui Comitati di Quartiere

A volte fa piacere ricevere conferma di aver visto giusto e aver visto ‘lungo’. Dopo quasi un anno che se ne parla e che si analizza il problema dei Consigli di Quartiere, in una sola settimana arrivano importanti conferme da destra e da sinistra e direi, l’ufficiale legittimazione dell’importante lavoro svolto dall’Osservatorio sui quartieri.

In questa settimana infatti, una ‘nonintervista’ concessa ‘virtualmente’ dai Presidenti dei sette Consigli di Quartiere alla giornalista de Il Notiziario Daniela Salerno, ha confermato quanto da sempre l’Osservatorio ideato da Gianni Rubagotti ha cercato di portare in evidenza: i Consigli di Quartiere non funzionano, non contano nulla, non hanno autonomia non possono agire. Se questo ferreo controllo dell’Amministrazione Comunale sui parlamentini di quartiere sia legato al fatto che non si ha fiducia nei presidenti deputati, oppure dal timore di un’eccessiva autonomia periferica o altro, non è consentito sapere. Fatto sta che al momento ai Consigli di Quartiere è stata tolta anche la parola.

Personalmente lo reputo un ennesimo gravissimo errore da parte dell’attuale amministrazione che così facendo sta perdendo uno strumento fondamentale per garantirsi una significativa presenza capillare sul territorio e, in un periodo in cui è fondamentale recuperare terreno, abbandonare invece di valorizzare e sfruttare presidi così strategici lascia alquanto perplessi. Ovviamente, così facendo viene lasciato spazio a chi saprà sfruttarlo proponendo soluzioni alternative.

Da sinistra invece, grazie a recenti post sui Blog PadernoForum e La Scommessa si viene a scoprire che già da tempo la questione era stata presa in considerazione dal centrosinistra locale, il quale come prima mossa aveva ipotizzato di far decadere l’istituzione dei Consigli di Quartiere ritirando i propri rappresentanti. La paura poi di vedersi attribuire dal centrodestra il fallimento dell’esperienza dei parlamentini decentrati ha consigliato di desistere.

In alternativa, sembra sia stata ora presa in prestito e in considerazione l’idea già emersa dalle discussioni all’interno dell’Osservatorio sui Consigli di Quartiere e pubblicata tempo fa dall’Osservatorio PGT di Fabrizio Allegro: i Comitati di Quartiere.
Su questo punto all’epoca si erano dimostrati scettici tanto lo stesso Fabrizio Allegro quanto Gianni Rubagotti. Personalmente invece la trovavo una valida alternativa perseguibile e qui, mi sorge il dubbio: sono io che avevo iniziato a ragionare da sinistra o è la sinistra che inizia a trovare condivisibili proposte ‘alternative’?

In ogni caso, al centrosinistra padernese, oltre alle due soluzioni ipotizzate ne proporrei una terza e cioè, chiedere ai propri rappresentanti nei singoli Consigli di Quartiere di svolgere il compito al quale sono chiamati: fare opposizione.
Se i rappresentanti dell’opposizione presenti nei consigli di quartiere avessero infatti svolto diligentemente il proprio dovere, non sarebbe stato necessario un Osservatorio popolare per evidenziare quello che loro avrebbero per primi dovuto rilevare e denunciare. Se a quel punto fossero stati etromessi dai parlamentini era tutta un’altra storia rispetto al volontario abbandono e ciò forse, avrebbe contribuito una buona volta a risolvere il problema.

In ogni caso, visto che ora la moda sembra essere quella dei Comitati di Quartiere ho deciso di chiedere direttamente all’ideatore e fondatore dell’Osservatorio sui Consigli di Quartiere Gianni Rubagotti cosa ne pensa e perchè, all’epoca della proposta si era dimostrato scettico.

Appuntamento quindi al prossimo post con l’intervista.

 

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