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Alparone campione di slalom

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Alparone ha glissato con indifferenza l’impegno di organizzare un’assemblea pubblica per discutere sul problema del possibile inceneritore che la Paderno Energia srl vorrebbe costruire sull’area ex. Tonolli. Insomma, l’impresa di parlare faccia a faccia con i propri cittadini sull’argomento proprio non la digerisce. Ci aveva provato una prima volta al Villaggio Ambrosiano mischiando l’argomento con la questione dell’aumento della mensa e realizzando un colossale flop comunicativo.
Successivamente si era impegnato a organizzare un’assemblea pubblica entro la fine di Aprile. Oggi a quanto comunicato da Giovanni Giuranna, uno dei promotori del Comitato padernese contro l’Inceneritore, il sindaco avrebbe rimandato la promessa assemblea pubblica al 9 giugno 2010 dopo la conferenza dei servizi in Provincia, in occasione della quale la Paderno Energia srl è stata invitata a ripresentare un piano completato della documentazione integrativa richiesta nella Conferenza di Servizi del 9 marzo 2010.
Ora, la proposta di spostamento avanzata da Alparone avrebbe anche un senso in quanto la Giunta si è schierata formalmente contro la possibilità di realizzare un inceneritore in area Ex. Tonolli e come dichiara il sindaco, nella lettera di risposta al comitato No Inceneritore, lo stesso Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà si sarebbe detto egualmente contrario.

Si può quindi ipotizzare la motivazione con la quale il sindaco ha rimandato l’assemblea a data da destinarsi. Poichè infatti  —>>>

la posizione della giunta è stata ripetutamente ribadita ed è formalmente contraria all’insediamento dell’inceneritore in territorio comunale, non vede la necessità di indire un’assemblea pubblica per ribadire quanto ritiene già evidente e documentato. Inoltre, fino a quando non si conosceranno le mosse di Paderno Energia srl (e Provincia) inutile ribadire l’ovvio. Il discorso filerebbe anche se non ci fossero in sospeso un po’ di ma.

Come primo ma ci metterei il fatto di un atto dovuto e di una promessa spesa nei confronti della cittadinanza. Insomma, visto che sull’argomento non ha ancora affrontato la cittadinanza, forse un’assemblea pubblica nella quale aggiornare i cittadini sulla situazione e sul comportamento che la giunta intende mantenere in occasione della prossima conferenza del 9 giugno a seconda degli scenari che si potranno delineare, potrebbe essere indice di buona volontà, rispetto degli impegni e ascolto dei cittadini. E’ vero, probabilmente al momento, secondo Alparone, non ci sarebbe molto in più da dire rispetto a quello che più volte ha ribadito a mezzo stampa e rispondendo alle diverse interrogazioni in consiglio comunale. Ma ci vuole molto a incontrare di persona i cittadini e ribadirlo faccia a faccia? Non si tratta sicuramente di uno sforzo enorme, ma i cittadini si sentirebbero forse più tranquilli e ascoltati.

Il secondo ma riguarda Podestà. Il presidente della Provincia infatti non si è mai impegnato con atti ufficiali contro l’inceneritore, come a più riprese gli hanno invece richiesto i comitati, . Insomma….Verba volant, scripta manent. Soprattutto, dopo lo scherzo della Rho-Monza io non dormirei sonni tranquilli basandomi solo sulle parole pronunciate da Podestà. A questo punto, come al solito si presta il fianco alle speculazioni. Si potrebbe per esempio sostenere che il sindaco non voglia l’assemblea pubblica preliminare perchè effettivamente non saprebbe come reagire a un colpo di mano della Provincia in occasione della Conferenza dei servizi del 9 giugno. Oppure che si sente talmente convinto del buon esito della conferenza che preferisce attenderne il verdetto per ‘calare la mano’. Personalmente escluderei la seconda ipotesi, fino a questo momento infatti non è stato proprio l’azzardo a caratterizzare la conduzione alparoniana, anzi, semmai il contrario.

Insomma, ancora una volta e nonostante le possibili valide motivazioni, si perde un’altra occasione per ottenere con il minimo sforzo un risultato significativo. Incontrare la cittadinanza, rispondere alle domande e dimostrare di avere ‘in tasca’ una linea d’azione avrebbe dimostrato vicinanza e partecipazione alle preoccupazioni dei cittadini. Purtroppo ancora una volta si è persa un’occasione strategica. Capisco la volontà del ‘fare’ contrapposta a a quella del ‘dire’, ma in mancanza di atti concreti si va avanti anche solo a parole. Forse, come più e più volte ribadito da questo sito, sarebbe ora che l’attuale giunta si dotasse di validi strateghi della comunicazione 😉

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