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A ‘Brescello’ Padernese basta l’ultima pagina

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 L’ultima pagina alla quale faccio riferimento nel titolo è quella della Calderina, il mensile comunale. Sfogliando il giornale infatti il ‘succo’ del numero attualmente in distribuzione è tutto concentrato nelle due facciate dell’ultima pagina. Nella facciata interna sono ospitati gli interventi dei gruppi consigliari, mentre nell’ultima pagina è pubblicato il redazionale del primo cittadino.

Partiamo dagli interventi dei gruppi consigliari. Nel numero in distribuzione ce ne sono tre: PDL, PD e Lega. Praticamente un Sandwich farcito al PD 🙁 A parte l’intervento del PDL purtroppo il resto del Sandwich risulta piuttosto insipido. Maurizio Rimoldi capogruppo PdL nel suo intervento ricorda giustamente che lo spazio in questione dovrebbe essere utilizzato in modo costruttivo, anche per opposizione, ma sicuramente non per propaganda.

La risposta a questo invito, con il significativo titolo di ‘Che Novità!’ viene fornita dal capogruppo PD Marco Coloretti che stranamente, —>>>

 

—>>> per come mi sono abituato a conoscerlo, disattende immediatamente punto per punto il precedente invito di Coloretti e ricade nella tristemente nota consuetudine PiDiniana di rinfacciare quanto fatto fino al momento dall’attuale giunta, triturando per l’ennesima volta temi ormai stantii come la nomina dei due nuovi assessori. Insomma, forse una buona volta, lo spazio messo a disposizione e richiesto più volte inizialmente dai partiti di opposizione, invece di rilegarlo al ruolo di volantino propagandistico, si sarebbe potuto sfruttare meglio proponendo alternative, avanzando proposte o indicando soluzioni. L’unico passaggio del messaggio di Coloretti che condivido è quello relativo alla mancanza di tatto da parte della Lega, nominando Assessore la figlia del capogruppo del partito.

Insomma, il PD come l’Italia del pallone si limita a cercare il goal sfruttando palle inattive, non riuscendo a costruire occasioni e alternative con azioni concrete. Come conclude Coloretti ‘La città darà il suo giudizio’, ma ahinoi il concetto è applicabile a chiunque. Il giorno in cui la città chiederà un’alternativa immagino si aspetterà di trovare qualcosa degno di questo nome.

Venendo quindi all’intervento della Lega, anche questo lo ritengo un parziale spreco di spazio disponibile. Parziale perchè su tre concetti espressi almeno uno è superfluo e mi riferisco alla domanda che il capogroppo della Lega Nord Carlo Caldan si pone e ci pone relativamente ai comitati.  Caldan infatti chiede: “Dietro queste rappresentanze chi c’è? Non è forse che li unisce un filo rosso?“. Per quanto mi riguarda personalmente mi sento di fornire una risposta negativa a Caldan e contemporaneamente, come specificherò più avanti, anche ad Alparone.

Come ho già avuto modo di rilevare in più occasioni, se un corteo cittadino arriva ad avvicinarsi a una Festa dell’Unità per il proliferare di stemmi e bandiere appartenenti a rappresentanti della sinistra, forse è anche perchè chi di dovere ha fatto mancare colori alternativi. Come accenna poi il sindaco nel suo intervento all’ultima pagina:”…senza sventolare bandiere di partito ma con un’unica bandiera: quella della nostra città”. Orbene, se alla manifestazione alla quale tacitamente sia Caldan sia il sindaco fanno riferimento, avesse partecipato una rappresentanza della giunta con tricolori e gonfaloni cittadini, sarebbe stata una significativa, fondamentale e importante dimostrazione di quanto il sindaco ha affermato e il capogruppo della Lega, non avrebbe avuto modo di porsi certe domande.

Insomma, se per ‘partito preso’ fai mancare certi colori poi non puoi arrovellarti sul fatto che a dominare siano altre tinte. Anche in questo caso, se la maggioranza non è in grado di comprendere che certe occasioni sono strategicamente fondamentali per dimostrare la propria vicinanza alla cittadinanza , si ostinano a mantenere un ostinato distacco e non sono in grado di sfruttare le situazioni assecondando le esigenze popolari, non possono poi recriminare se parti politiche avverse ‘sfruttano l’occasione’. Anche in questo caso, abbandonando il territorio non si può accusare a chi resta di averlo occupato. Insomma, credo che l’opposizione sia maggiormente attiva dove il presidio è abbandonato. In poche parole sig. Caldan, chi è causa del proprio mal…

Di diverso spessore invece altri due passaggi di Caldan, in particolare quando dichiara che molte delle opere che richiedono interventi urgenti e che spesso, vengono utilizzate dall’opposizione come esempio di inefficienza dell’attuale giunta, non si sono improvvisamente concretizzate nell’arco di un solo anno. Forse effettivamente (e sono il primo a provar fastidio a girare nuovamente la testa alle spalle), da qualche parte dall’immediato passato sono arrivate. Probabilmente al posto della gicane in cui è stata trasformata l’Alessandrina o con qualche ciclabile in meno, si sarebbero potuti rimuovere qualche tetto in amianto, o sistemare razionalmente qualche via o istituto scolastico in più.

Per quanto espresso precedentemente, il secondo passaggio che mi vede concorde con Caldan è quello dove si dichiara che:”…in politica a chi non ha nulla di proprio da dire, pur di apparire, gli rimane solo da criticare…”. Prossimamente alcune considerazioni sull’ultima pagina 🙂

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