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Paderno Dugnano:L’assurdo carosello politico del blocco del traffico

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Che anche dell’inquinamento se ne dovesse fare una questione politica a Paderno Dugnano ce se ne era accorti già da tempo, con la storia della Rho-Monza e ora con quella dell’inceneritore.
Questa tendenza a politicizzare qualunque cosa ha raggiunto il culmine ieri con quello che passerà alla storia come il primo ‘blocco del traffico a macchia di leopardo’. Ma a tutti gli effetti, si fosse anche trattato del blocco completo del traffico in tutta la Lombardia, sarebbe cambiato qualcosa??? Ormai sono tutti concordi,non è con il blocco di un giorno che si risolve il problema. Non sono solo le macchine la causa dell’inquinamento.

Personalmente ritengo che il blocco di ieri poteva tranquillamente essere evitato, se non fosse che la Moratti era obbligata per non vedersi nuovamente denunciata. Ma il balletto dell’hinterland? Immagino che ieri polveri sottili e smog, irreprensibili e rigorose, si siano fermate subito prima dei confini dei comuni che hanno aderito al blocco. Alcuni spingevano perchè anche Paderno Dugnano aderisse al blocco. Ribadisco, non sarebbe cambiato nulla, in primis perchè se c’è inquinamento da auto a Paderno Dugnano è durante la settimana e, in secondo luogo, perchè con l’intreccio di tangenziali e i riscaldamenti ancora obsoleti, il livello di inquinamento non sarebbe cambiato poi di molto. Da troppi anni si parla di un nuovo e diverso approccio al problema.

Il discorso dell’inquinamento atmosferico, come per l’inceneritore, è che si deve avere finalmente il coraggio di guardare ‘oltre’, affrontare il problema da un’angolazione completamente diversa. E’ vero, sono belle parole, si fa in fretta a dire che la salute non deve essere commercializzata e che non ha prezzo. Alla fine tutto viene però affrontato con una logica di guadagno a breve termine. Nessuno si ferma a considerare quanto effettivamente costa un qualsiasi ammalato per cause legate all’inquinamento. Per una città come Milano che vive e produce senza interruzione è inconcepibile bloccare il traffico, è un enorme danno economico. Ecco quindi che l’approccio al blocco del traffico si realizza in un’ottica squisitamente speculativa. Devi arrivare in centro per lavoro, comodo in auto? Paghi e passi. C’è l’appuntamento immancabile della moda a Milano? E via con migliaia di permessi. C’è la partita? Stesso discorso.

Alla fine anche il blocco di Milano ieri è stata una farsa. Da anni si parla di realizzare parcheggi di interscambio, migliorare il trasporto pubblico, incentivare le energie alternative, ma alla fine prevale quanto si riesce a intascare subito, senza usare l’immaginazione, senza pianificare a lungo termine. La filosofia è sostanzialmente quella di nascondere lo sporco sotto al tappeto. La spazzatura? Invece di lasciarla in giro ben visibile la trasformiamo in fumo, cenere e residui fetenti ma meno appariscenti. Lo smog? Facciamo finta che con una domenica a piedi si risolve tutto.

Mi spiace, con questo sistema non si risolve nulla ma si rimanda tutto. Ci vuole qualcuno con il coraggio di cambiare e non serve a nulla continuare a litigare sul perchè si è scelto di non aderire al blocco del traffico o a scaricarsi la colpa su chi ha creato le condizioni o meno per un possibile inceneritore. Bisogna avere il coraggio di distogliere per un attimo gli occhi dal ‘cadreghino’ e forse questo renderà. In ogni caso, qualsiasi ‘cadreghino’ conquistato con questi piccoli mezzi risulterà per forza di cose sporco ed inquinato. Non è sicuramente il sistema migliore per iniziare.

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