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L’acqua non si tocca

Riprendo ed evidenzio volentieri il seguente appello diffuso dal Comitato Acqua Bene Comune di Paderno Dugnano, invitandovi a partecipare attivamente alla protezione di un bene comune fiondamentale, sottoscrivendo l’appello agli indirizzi riportati.

COMUNICATO

Il Comitato Acqua Bene Comune di Paderno Dugnano, è costretto a prendere atto che anche col cambio del governo non è cambiato l’attacco al voto degli italiani che con i referendum hanno respinto l’obbligatorietà alla privatizzazione della gestione dei servizi idrici. Anche il nuovo governo sta manifestando l’intenzione di privatizzare un bene comune, un bene fondamentale per la vita: l’acqua potabile. Un diritto umano essenziale, principio sancito dalla risoluzione dell’Assemblea dell’ONU del 30 luglio 2010.

Il Governo Monti intende approvare un decreto sulle strategie di liberalizzazione, che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, sconfessando l’esito dei Referendum del 12 e 13 giugno scorsi. Dobbiamo impedirlo, per questo è in atto una mobilitazione in Italia dei comitati per l’acqua, a cui aderisce anche il comitato di Paderno Dugnano, che inizia con una campagna di informazione e sensibilizzazione in difesa dell’acqua bene comune e della democrazia; campagna iniziata giovedì scorso, 12 gennaio, col lancio dell’appello del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua in difesa dei referendum da firmare via internet che, in poco più di 72 ore, oltre 13.000 persone hanno sottoscritto (37 firme da Paderno Dugnano).

Alre iniziative saranno organizzate prossimamente anche a livello locale nella nostra città.

Il comitato chiede a tutte le persone di continuare a diffondere l’appello per moltiplicare le firme. Utilizzando le mailing list, il passaparola, i social network. Facciamo di tutto per far circolare l’appello e far firmare quanti più italiani possibile sul sito http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=181&Itemid=111

Grazie dell’attenzione.

Diego Spinello

per il Comitato Acqua Bene Comune di Paderno Dugnano

 

APPELLO

“GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!”

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=181&Itemid=111

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