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La Corte Europea assolve l’Italia per la questione crocefisso

E’ di poco fa la notizia che da Strasburgo è arrivata l’assoluzione per  l‘Italia sulla vicenda del crocefisso nelle aule scolastiche, che grandi polemiche aveva acceso nel periodo in cui  una cittadina italiana di orgine finlandese, Soile Lautsi, aveva contestato la presenza del crocefisso nella scuola pubblica frequentata dal figlio ad Abano Terme, rivolgendosi proprio alla Corte europea.

Ebbene, la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell’uomo ha assolto il governo italiano dall’accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del simbolo della religione cattolica. Per i giudici infatti non è provata l’influenza sugli alunni dell’esposizione del crocefisso in classe.

Tralasciando quindi gli eventuali legittimi discorsi di approfondimento sull’argomento e le altrettanto legittime  differenti prese di posizione che possono essere discusse e analizzate, trovo personalmente significativo che la Comunità Europea si escluda dalla questione. Arrivare infatti a forzare su tali sensibili argomenti il comportamento di uno stato membro mi sembra quanto meno velleitario. Mi spiace per la signora di origini Finlandesi ma dovrà adattarsi alle usanze, tradizioni e leggi del paese che tutto sommato la ospita. Non fosse d’accordo potrebbe trasferire la famiglia nella ‘più civile Finlandia’ oppure provare a vedere quale reazione susciterebbe la sua pur legittima richiesta e manifesta insofferenza in paesi, diciamo pure un po’ più fondamentalisti.

Personalmente mi resta una certa perplessità sull’importanza che la Corte Europea ha voluto dedicare alle insofferenze della neo-acquisita cittadina finlandese, piuttosto che fornire una risposta dignitosa alla presentazione del censimento di almeno 700 minori la cui salute è messa a rischio dalla riqualificazione scellerata di una strada provinciale (ndr Rho-Monza).

Spero quindi che la decisione della Corte Europea, che è stata approvata con 15 voti favorevoli e due contrari, metta definitivamente fine alla vicenda e lasci al  nostro paese l’ulteriore disquisizione e approfondimento della materia. Per quanto riguarda la signora Finlandese spero che la decisione, soddisfati i sacrosanti diritti di critica,  le consenta finalmente di occuparsi di questioni famigliari di maggiore concretezza.

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